VARESE C’è un buco di 50-60 secondi, nella ricostruzione della tragedia che costò la vita ai giovanissimi Luca Vilardi, Paolo Dal Fior e Andrea Minonzio. Un buco che, per chi siede sul banco degli imputati, può fare tutta la differenza del mondo.Ieri in aula ha testimoniato Alfredo Magliozzi, comandante della polizia stradale di Varese. Citando i tabulati messi a disposizione dalla Tim e dalla Vodafone, Magliozzi ha spiegato al giudice monocratico Rossella Ferrazzi che l’sms scritto da Giancarlo Trabucchi (imputato di omicidio colposo per aver ucciso i tre ragazzi sull’Autolaghi, a Buguggiate, dopo aver travolto la loro auto ribaltata) era stato inviato a un’amica alle 21.37. La chiamata al 118 era invece giunta alle 21.39. Ipotizzando che chi fece partire la richiesta di soccorso abbia avuto circa un minuto di tempo prima di rendersi conto di quanto successo, ecco fissare l’orario dell’impatto alle 21.38 circa. La domanda è: basta ciò per stabilire che Trabucchi non vide, o vide in ritardo, l’auto dei tre ragazzi perché stava maneggiando il cellulare? Lo deciderà il giudice, ma non sarà facile.Ieri in tribunale avrebbero dovuto testimoniare anche Odoardo Girardi ed Eride Lonati: sono i due sopravvissuti che riuscirono a sgusciare fuori dall’abitacolo della Fiat Punto guidata da Vilardi prima che venisse distrutta dallo schianto
con la monovolume di Trabucchi. Ma i ragazzi sono all’estero e quindi non hanno potuto essere ascoltati.E’ stato invece interrogato Davide Bosoni, un altro amico delle vittime: in quel disgraziato 27 luglio 2009 si festeggiava proprio il suo compleanno. Insieme a una quindicina di amici, brindarono al bar Melograno di piazza Montegrappa. Poi insieme decisero di raggiungere il Burger King di Gallarate per mangiare un panino. Ma Vilardi, Dal Fior e Minonzio non ci arrivarono mai. Su precisa richiesta del pubblico ministero Massimo Politi, Bosoni ha ammesso che Vilardi prima di mettersi al volante aveva bevuto un Negroni sbagliato (aperitivo composto da Campari, Martini e spumante). Ma come ha ricordato il pm rileggendo gli atti, quando Bosoni venne interrogato dagli investigatori poco dopo lo schianto, dichiarò che i bicchieri ingeriti da Vilardi erano stati tre o quattro.Rispondendo al giudice Ferrazzi, Bosoni ha però anche aggiunto che il cocktail non venne ingerito a stomaco vuoto, ma venne assunto assieme ad alcuni stuzzichini.La prossima udienza è già stata fissata per l’11 maggio, a partire dalle 11: verranno ascoltati altri dodici testi. Dopo altre due udienze (che verranno celebrate il 18 maggio e il 1° giugno), la discussione della pubblica accusa, della difesa e delle parti civili è stata stabilita per l’8 giugno.
s.bartolini
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