VARESE La destra varesina torna sui sette colli fatali di Roma. Ieri mattina Marco Airaghi, già parlamentare di An per due mandati, non eletto nel 2008, è rientrato a Montecitorio, andando a colmare quella carenza rappresentativa che il Pdl, da sempre ma soprattutto negli ultimi anni, ha subito in provincia di Varese.
Con l’eccezione del senatore Antonio Tomassini, il partito di maggioranza relativa in provincia è infatti risultato fino ad ora il meno rappresentato a Roma tra le principali forze politiche. Persino meno del Pd, che vanta un deputato, Daniele Marantelli e un senatore, Paolo Rossi. Battaglia persa in partenza con la Lega, con quasi dieci parlamentari, due dei quali ministri nel passato governo.
L’ingresso di Airaghi, vicesegretario provinciale uscente del Pdl, è stato ratificato mercoledì, con l’approvazione da parte della Camera delle dimissioni di Antonio Verro (prima di lui nella lista dei non eletti), che ha optato per l’incarico di consigliere di amministrazione della Rai.
Ieri, giovedì, è stata quindi la prima giornata a Montecitorio del neodeputato varesino, dopo oltre tre anni.
E molte cose sono cambiate, da quando era stato eletto l’ultima volta. Il leader del suo partito di provenienza, Gianfranco Fini, è di fatto un “nemico”. E non è mancata nemmeno la “burla” della burocrazia interna: Airaghi ha dovuto sedersi in mezzo al gruppo di Futuro e libertà. «È stato agghiacciante – dice ridendo Airaghi – mi sono ritrovato in mezzo al Fli, completamente circondato. Scherzi a parte, sono praticamente tutti miei ex colleghi di partito, quindi non c’è stato problema». Ma si tratta solo del banco provvisorio. Presto tornerà infatti a sedere tra quelli del suo gruppo.
Per il resto «è stata un grande soddisfazione poter rientrare nell’aula di Montecitorio. Anche se la prima cosa che ho fatto è stata chiedere al presidente della Camera di dare il via alle verifiche della possibile incompatibilità tra il ruolo di deputato e il mio lavoro alla Difesa». Airaghi, ingegnere di formazione, è infatti direttore generale delle Industrie della Difesa, un’azienda che lavora con il ministero, e consigliere d’amministrazione dell’Agenzia aereospaziale italiana. «Potrebbero esserci una concreta incompatibilità. In ogni caso, aspetto il responso e quindi deciderò».
Il ritorno alla Camera avviene in un momento difficile. «Sento un grande senso di responsabilità e cercherò di lavorare per fare il meglio per il Paese». E sul fatto che il Pdl di Varese era sottorappresentato a Roma: «Un partito che ha la maggioranza relativa non può essere clamorosamente sottorappresentato per scelte che riguardano la composizione delle liste, vista la legge elettorale che abbiamo. Anche per via della concorrenza politica che abbiamo, a partire dalla Lega».
s.bartolini
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