VARESE Era improduttivo da anni e, come spesso accade per edifici in stato di semi abbandono, forniva rifugio a senza tetto e stranieri clandestini. Un incendio lo ha distrutto, per fortuna senza che nessuno rimanesse ferito. L’allarme è scattato alle 7 di ieri mattina, quando ormai le fiamme avevano raggiunto il tetto e si levavano alte nel cielo: così un intero capannone in via Rucellai è andato in cenere, nonostante l’arrivo
in forze dei vigili del fuoco, presenti con una ventina di uomini (quattro squadre nell’immediatezza e altre due a dare il cambio, quando la situazione si è normalizzata). Ma hanno dovuto lavorare quasi sei ore, fino a poco prima delle 13, prima di poter abbandonare quel che resta di un’officina di poco meno di mille metri quadrati su un piano solo, e un’altezza a centro tetto di circa quattro metri.
Tutta la copertura con travi a vista in legno è andata in fumo. Difficile l’intervento dei pompieri, che sono arrivati sul posto quando ormai il rogo aveva assunto dimensioni ragguardevoli, e tali da minacciare la ditta confinante, Caffè 75, le cui vetrate sono state annerite dal fumo e dal calore. Danni davvero ingenti per un immobile la cui proprietà è stata rintracciata soltanto ieri in tarda mattinata da parte dei carabinieri. L’ex officina era di fatto senza alcun arredo interno, fatta eccezione per qualche materasso andato in fumo: i soli segni che la struttura era abitata da senza tetto e soprattutto immigrati clandestini.
Le cause che hanno scatenato l’incendio sono ancora in corso di accertamento: ma non è escluso che possa essere stato un corto circuito. All’arrivo dei pompieri infatti vi erano fili scoperti che mandavano scintille, e si è reso necessario far intervenire anche i tecnici dell’Enel per tagliare la fornitura della corrente elettrica. Non è ancora chiaro se l’allacciamento fosse regolare, o come si suppone, del tutto abusivo: un collegamento volante alla rete, senza alcun dispositivo di sicurezza, che potrebbe essere all’origine del rogo.
e.marletta
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