VARESE «Sono i conti a imporci di rinunciare alle scuderie Olona, altrimenti chiude la società». Guido Borghi, presidente della Società varesina incremento corse cavalli, ieri ha spiegato che chiudere quel centro consentirebbe di risparmiare 300 mila euro annui, in un contesto già critico per l’ippica. Nel 2012 la società prevede di fatturare due milioni e 247 mila euro contro i tre milioni e 180 dello scorso anno. Mentre parlava, un gruppo di circa trenta persone tra allenatori, artieri e fantini lo bersagliava di insulti.
I vetri della sala dove si svolgeva la conferenza stampa sono stati anche colpiti con palle di neve. A un certo punto sono stati lanciati fumogeni verdi e grigi. «Avremmo voluto un confronto diretto ma non ci è stato concesso – ha detto poi Emilio Premoli, manifestante e allenatore alle scuderie – Abbiamo intenzione di coinvolgere anche le associazioni animaliste perché nessuno sta pulendo la pista e i cavalli non possono stare tutto il tempo nei box, senza correre. La mancanza di movimento porta alle coliche».
Eppure Borghi fa leva anche sul benessere dei cavalli per motivare la scelta di portarli al centro di Caravate: «Lì saranno in mezzo al verde e staranno meglio che in città».
I rapporti tra Borghi e gli artieri sono tesi. Da una parte Borghi si è detto disponibile all’idea di ricevere un’offerta per l’acquisto delle scuderie dagli stessi allenatori e artieri che formerebbero a questo scopo una cooperativa. «Fermo restando che poi non so come faranno ad allenarsi in pista se arriverà il trotto» chiarisce Borghi, annunciando i suoi nuovi progetti per l’ippodromo che potrebbe diventare «il primo in Italia per il trotto». Il costo delle scuderie sarebbe inoltre molto elevato, dal momento che sono già attualmente edificabili per 9.195 metri quadrati.
D’altra parte Borghi, attraverso il suo legale, ha detto di aver pronta una denuncia sull’episodio legato alla mancanza del gas del primo febbraio. «L’idraulico ha trovato il pulsante giù, o è saltato per un cortocircuito, oppure è stato abbassato a mano» racconta.
Durante la conferenza stampa, su un video, passavano le immagini del centro ippico Castelverde di Caravate. «E’ stato lo stesso Grizzetti a consigliarmi di investire in quel centro, salvo poi non volerci andare. E dire che ho proposto sei mesi gratis. Secondo me c’è sotto qualcosa» dice Borghi.
Ma cosa? Difficile dirlo. Le certezze sono tre. «In via Galdino le scuderie non ci possono più stare perché troppo vicine ai palazzi – dice Borghi – Dobbiamo ancora riscuotere 360 mila euro per l’utilizzo delle scuderie. Lo scorsa stagione hanno corso in pista 2.500 cavalli, di cui solo 418 provenienti da via Galdino. E non più di 20-30 cavalli al giorno si allenano in pista». Per quanto riguarda l’urbanizzazione, «qualsiasi investimento immobiliare, in ragione della grave crisi economica, rischia di essere estremamente azzardato» conclude Borghi.
Adriana Morlacchi
s.bartolini
© riproduzione riservata













