Ganna precipita a -17 gradi E a Varese si contano i danni

VARESE Il ghiaccio continua ad attanagliare Varese. Ganna ieri ha registrato il valore più basso della provincia: -17,4 gradi, record nel Varesotto. In città il termometro ha toccato -10,7 gradi e chissà che oggi non si batta il record assoluto di -12,5 gradi del 7 gennaio del 1985. Con il freddo l’acqua all’interno dei tubi si è ghiacciata e, aumentando di volume, ha fatto esplodere numerose tubature sotto l’asfalto o nelle case. E’ accaduto in città, in via Belmonte e in viale Belforte. E nella provincia dove i vigili del fuoco sono usciti per effettuare trenta interventi analoghi.

L’acqua solidificata dal freddo può non arrivare in casa. I contatori particolarmente esposti al gelo si possono fermare o rompere. «Numerose sono state le telefonate di segnalazione di contatori dell’acqua bloccati dal gelo – conferma Aspem – Tutte le squadre disponibili di Aspem sono all’opera sull’intero territorio servito per ovviare agli inconvenienti segnalati, con priorità di intervento ai casi più impellenti. Si ricorda che la cura e la manutenzione del manufatto a protezione del contatore sono a carico del cliente. Per evitare ulteriori disagi dovuti al gelo e conseguente mancanza d’acqua, si consiglia di provvedere a proteggere i contatori con materiale isolante (lana di roccia, polistirolo, ecc.) nei casi più esposti, e nelle ore più fredde di lasciare gocciolare l’acqua del rubinetto di casa».

Se la vedono brutta anche i pedoni. Dieci persone ieri sono andate al pronto soccorso con fratture importanti provocate da cadute sul ghiaccio.

Molti marciapiedi infatti sono ancora impraticabili, come in viale Europa o in viale Belforte. In centro città continuavano a essere molto scivolose la pavimentazione di corso Matteotti, le grate e le piastrelle sotto la camera di commercio.

«Il centro storico è stato pulito con molto lentezza. Via Broggi appariva ancora decisamente coperta di neve e questo in concomitanza con il sabato, che è una giornata importante per lo shopping. Non siamo a Roma, forse questi problemi andavano risolti con un po’ in anticipo – dice Alessandro Milani, titolare della cartoleria San Martino e presidente dell’associazione “In centro” – Il commerciante si aspetta la collaborazione dell’amministrazione per lavorare bene. Una collaborazione che solitamente c’è, ma che in questo frangente è mancata».

«Il comune deve farci capire con chiarezza dove dobbiamo intervenire – continua Milani – E’ vero che davanti al negozio è buona abitudine pulire, ma la strada è comunale e pertanto non è competenza del negozianti tenerla in ordine. Tanto è vero che, quando un commerciante la vuole usare, deve pagarne l’affitto. Se non è sua, perché deve compiere azioni in quell’area? I negozianti pagano le tasse per ricevere i servizi dal comune».

«Gli operai incaricati di pulire hanno agito prevalentemente in centro città e ai “frontisti” non è stato fatto rispettare il dovere civico di spalare la neve di fronte alle proprie abitazioni – continua Fabrizio Mirabelli, consigliere comunale del Pd – E poi, non si può risolvere il problema demandando il compito ai frontisti. A Varese ci sono duemila persone che vivono da sole e che hanno più di 70 anni, non si può pretendere che scendano in strada con il badile. La pulizia dei percorsi pedonali è stata il tallone d’Achille del piano neve del Comune».
Adriana Morlacchi

s.bartolini

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