BERGAMO El Diablo nel ciclismo era Claudio Chiappucci, un corridore all’arma bianca che scattava – e ci credeva – sempre, anche quando era in sella alla sua bicicletta su un cavalcavia. Quello che agli altri sembrava impossibile, riusciva a trasformarlo nella normalità. Faccia da boxeur, anni di gregariato e panchina, fidandosi solo dell’istinto e di se stesso riusciva a compiere imprese memorabili. Diavolo come corre, diavolo come va all’attacco, diavolo come si infila la maglia e la porta sul traguardo.
Diavolo come Granoche, Claudio rivive in Pablo. Un gol ogni due partite in serie B, due gol alla prima col Varese che, si sa, moltiplica le virtù. Tre palle toccate sotto porta, due gol. È l’attaccante giusto: anche gli altri lo sono, soprattutto De Luca che sta in panchina ma alla fine è il primo a entrare in campo e far festa; anche gli altri fanno reparto, aiutano, tornano, crossano, ma uno così ci è sempre mancato. Eravamo tutti dei bravi ragazzi, ci mancava un satanasso che apre le porte dell’inferno agli avversari, quando loro iniziano a vederle. Per l’impatto, per la personalità, per la naturale dote di sentirsi la squadra sulle spalle quando la squadra vuole salire sulle sue spalle, Granoche ricorda Alessandro Corallo. Che chiamavamo Cobrallo perché coi suoi morsi il Varese addentò la promozione dalla serie D. Era l’inizio della scalata, El Diablo è arrivato a completarla.
Otto vittorie (quattro consecutive) in trasferta, una più del Toro, nove punti dalla salvezza (e dal secondo posto) ma, sotto il ghiaccio, c’è di più: una squadra bella e compiuta, quando a volte era bella e dannata. Prima faceva solo le cose difficili, adesso anche
quelle facili. C’è un’altra testa, c’è la mentalità. E quel cinismo, quella solidità, quel colpo di grazia che ti portano a dire, anche nei momenti peggiori: «Tanto la portiamo a casa». Oppure, nelle prime tre parole di un bergamasco dopo il fischio d’inizio: «Cacchio, questi giocano».
Questi giocano e, dove passano, lasciano terra bruciata, da Vicenza a Bergamo. Finisce, ed è come se finisse il calcio, sul grido dei tifosi dell’Albinoleffe: «Andreoletti bast…». Andreoletti è quello che ha portato due paesi che sono due quartieri in serie B per nove anni consecutivi: Rosati, perché non ci fai un pensierino e provi a portartelo in famiglia?
Godiamoci Rivas, un Carrozza con la faccia giusta. Godiamoci il solito Troest, il nostro Baresi. Godiamoci Maran e le sue truppe. Che avanzano, dietro al loro generalissimo.
Andrea Confalonieri
s.affolti
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