VARESE Lavorare sodo, far crescere l’economia del territorio e poi essere abbandonati. Non solo dalla Stato centrale ma anche dalle istituzioni locali, governate dalle forze politiche che hanno fatto della difesa del territorio la propria bandiera.
La storia di Alessandro Paoli, imprenditore varesino che a seguito dell’alluvione del luglio 2009 ha rischiato di perdere quasi tutto, e ancora oggi sta faticando per riprendersi, non è isolata. Come lui stesso racconta, c’è anche chi ha subito maggiori danni e si trova in condizioni peggiori.
Paoli ha un’attività di noleggio furgoni, la Noleggio Morini, con sede e rimessa a Valle Olona. Si trova tra via Dalmazia e via Peschiera, una delle zone della città che ha subito i danni peggiori in quel luglio di tre anni fa. E che sta ancora aspettando non solo di avere una parte dei risarcimenti richiesti e promessi, ma almeno di avere una risposta.
«Infatti – racconta Paoli – a distanza di quasi tre anni non ci hanno fatto sapere ancora niente. Perlomeno una risposta, sapere se i fondi promessi ci verranno versati, almeno in parte, conoscere qualche tempistica, o almeno ricevere una risposta qualsiasi».
Invece lui, come molti altri imprenditori con i quali è costantemente in contatto, sono stati “abbandonati”. O almeno così si sentono. «Abbiamo consegnato la documentazione, ai tempi, esattamente come ci era stato spiegato. Da allora niente. Siamo andati in questi anni un paio di volte in Comune, e ci è stato risposto solo di avere pazienza, ma non ci è stata formulata alcuna ipotesi sui tempi. Solo l’anno scorso è venuto un funzionario a verificare i danni alla mia azienda, ma a distanza di mesi non ci hanno fatto sapere ancora niente».
L’odissea di Paoli inizia in quel disgraziato 15 luglio. La sua azienda di autonoleggio sorge, come tante altre attività commerciali, a Valle Olona, vicino al corso del fiume. Siamo a metà luglio, l’estate è iniziata e così anche i mezzi devono essere pronti per l’uso. Una ventina di questi mezzi sono parcheggiati nel cortile.
L’argine trasborda e allaga tutto quanto. Oltre un metro e mezzo d’altezza. Per intenderci, una Fiat cinquecento parcheggiata nel cortile viene sommersa completamente. I mezzi sono ormai inutilizzabili. Il danno non lo riceve solo l’imprenditore, ma anche le famiglie che avevano programmato vacanze fai da te e non possono più contare sui mezzi prenotati.
«Ho avuto clienti arrabbiati e minacce di querele – racconta – Del resto, il danno l’hanno avuto anche loro. Purtroppo di fronte a una calamità naturale cosa potevamo farci?». Il 2009 è stato quindi un disastro. E anche nel 2010 l’azienda ha dovuto fare sforzi immani per riprendersi. Un bilancio positivo sono riusciti ad averlo solo l’anno scorso. «Noi ci rimbocchiamo le maniche, ma ci sentiamo presi in giro dalle istituzioni. Almeno darci una risposta. Ma nemmeno quella».
E quindi la stoccata anche al partito più rappresenativo a livello locale. «In molti tra gli imprenditori abbiamo sempre fatto affidamento sulla Lega. Ma oggi siamo tutti delusi. In vent’anni cosa hanno portato al territorio? E dire che il partito esprime anche il presidente della commissione Bilancio della Camera, Giancarlo Giorgetti, che dovrebbe essere in grado di indirizzare le risorse ai territori che subiscono un danno».
Marco Tavazzi
s.bartolini
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