Varese promuove il fumo elettronico Ma tra i ragazzi si rischia l’effetto-moda

Varese promuove il fumo elettronico
Ma tra i ragazzi si rischia l’effetto-moda

L’Asl di Varese ha fatto la “radiografia” alla sigaretta elettronica. Si è svolto ieri alle Ville Ponti il convengo “Sigaretta elettronica: salute e società” che ha visto diversi esperti del settore confrontarsi per comprendere meglio un fenomeno non completamente bocciato dal mondo scientifico.

Tra i relatori , direttore dell’osservatorio Fumo, alcool e droga dell’Istituto superiore di sanità che ha parlato della diffusione delle sigarette elettroniche in Italia, sottolineando come il fenomeno stia allarmando gli enti governativi per le sue possibili ricadute sulla salute pubblica, di cui ancora si conosce poco.

Oggi il 91,2% degli italiani conosce l’e-cig anche se cala il numero di quelli che intendono provarla (dal 12,4 dello scorso anno al 10,1 di quest’anno). Secondo i dati dell’Iss solo il 10,6% di chi ha provato il dispositivo ha poi smesso di fumare, un dato inferiore ad altri sistemi regolarmente in commercio che ottengono un successo fra il 30 e il 40%. Oggi mezzo milioni di Italiani usa la sigaretta elettronica, il triplo quelli che la usano saltuariamente.

Il fenomeno è soprattutto giovanile, infatti nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni, i consumatori di e-cig sono il doppio rispetto ai fumatori tradizionali, tanto che negli Usa si è già diffusa la “canna” elettronica, che ha iniziato a circolare anche in Europa. Una tendenza confermata anche da , rappresentante del Senato accademico dell’Insubria, che ha espresso preoccupazione per la generale carenza di informazioni sui rischi connessi all’utilizzo della e-cig, anche tra i più giovani, «che la usano come un accessorio di tendenza, anche senza mai aver fumato una vera sigaretta».

Valeria Deste

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