Varese, cari candidati la serie A passa da voi

Varese, cari candidati  la serie A passa da voi

VARESE Mezza Italia vorrebbe smontare la favola più bella del calcio, rubandole i pezzi insostituibili partendo dal creatore, Luca Sogliano (magari fosse solo il Bologna, esiste ben altro pressing via mare). Se la città, terza in B (è successo solo nell’82, negli ultimi 36 anni), vuole coronare un’avventura da libri di storia, passando dall’ultimo posto della C2 alla A con tre promozioni consecutive – cinque in sette anni – deve giocare tutte le carte che ha. Noi ci proviamo.

Visto che l’esempio deve venire dall’alto (finora è sempre arrivato dal basso, con i micidiali 6000 di Masnago: si partiva da una media di 1300), ci rivolgiamo ai candidati al consiglio comunale e alla carica di sindaco. A proposito dell’impresa e di strutture, campi, serie B (o A) stanno dicendo cose poco concrete, trite o ritrite. E allora ecco per loro alcuni punti da sottoscrivere prima delle elezioni. Chi lo farà, non si macchierà di avere lasciato passare l’occasione più grande nella vita sportiva di Varese dai tempi degli scudetti del basket e di Borghi.

1) Il boom e il futuro del Varese, oltre al legame col territorio, si misura dai 295 tesserati alla Scuola Calcio di Caccianiga (record della B e di mezza A): vanno dai sette anni ai dodici, si arrangiano con turni stakanovisti tra campetto sintetico e Valle Olona. La soluzione è un centro con almeno tre campi: diteci dove, come e quando costruirli.

2) Roberto Bof e Marco Caccianiga sono due maestri legati allo sport disabili e dei bambini, ma non a caso anche al Varese, che la città non ha mai avuto a tali livelli di sensibilità, competenza, passione. Meriterebbero di essere assessore allo sport a vita, ma non lo vogliono né lo chiedono perché si esaltano nel bisogno che hanno gli altri di loro, e loro degli altri. Chiedere loro un parere, e ascoltarlo, sarebbe un atto d’umiltà e umanità necessario, oltre che dovuto.

3) Anche la prima squadra e la Primavera in lotta per lo scudetto (più tutte le giovanili), girano mezza provincia pietendo un campetto. Serve un centro sportivo: chiamate Sogliano o Rosati e dite come, dove e quando realizzarlo.

4) Grandi nomi legati a filo doppio col territorio come Parah, Yamamay, MC-Carnaghi, Aermacchi e Agusta (cioè Finmeccanica con manager varesini), Whirlpool e altri ancora in qualunque provincia comparirebbero sulla maglia che la rappresenta in Italia: impegnatevi a convincerli, voi che potete.

5) Esiste un centro sportivo a Solbiate Arno invidiato anche da Milan e Inter: fate da tramite tra il sindaco locale e il Varese – che può costruire una squadra capace di riportare la Solbiatese almeno in serie D – perché i biancorossi trovino una casa dove c’è già, abbracciando con il loro sogno tutta la provincia.

6) La A vuole dire accogliere 5000 napoletani e romanisti, 10000 milanisti, juventini e interisti con la città su tutti i giornali e le Tv. Traduzione: un indotto pari a cento Mondiali di ciclismo. Unitevi e parlatevi, facendo lo stesso con imprenditori, dirigenti (anche delle partecipate) e banche perché tutti possano andare in serie A. Altrimenti non succederà più, nemmeno a voi.

Andrea Confalonieri

v.colombo

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