BUSTO ARSIZIO Simboli padani, la polemica continua. Pubblichiamo la lettera del capogruppo del Pd Carlo Stelluti.
Ho letto con sconcerto la lettera del Segretario della Lega di Busto Arsizio.
Come al solito la Lega non riesce a tollerare opinioni diverse da quelle che vorrebbero imporre a tutto il Paese e quando viene criticata sul piano politico, scade sul piano personale ricercando la rissa.
Forse giova ripetere alcuni concetti che fanno giustizia delle solite litanie che ci vengono propinate dalla Lega ormai da vent’anni, senza aver concluso nulla.
Ribadisco che la Padania non esiste. E’ piuttosto il prodotto della fervida fantasia di un partito politico che, comunque la si voglia prendere, rappresenta una minoranza, il 10% a livello nazionale e il 20% a Busto Arsizio. Il simbolo della Padania è legittimo in quanto simbolo di partito, ma il regolamento comunale vieta che venga esposto nell’aula consiliare, mentre il tricolore non è simbolo di partito, ma dell’unità nazionale.
In secondo luogo faccio notare che se tutti i mali vengono da Roma e i Piemontesi, Lombardi e Veneti lavorano per tutto il resto dell’Italia, la Lega deve spiegare a chi ci crede, perché dopo il lungo periodo di permanenza al Governo dell’Italia, non abbia ancora risolto il problema.
Che poi il signor Rudoni voglia decidere cosa devo fare io in consiglio comunale, non solo, ma anche cosa devo pensare, questo si commenta da sé. Abbiamo già avuto nella nostra storia chi ha accampato certe pretese e mi risulta che non abbia avuto un grande successo.
Io sul piano politico faccio e penso ciò che ritengo giusto, ne rispondo solo davanti ai miei elettori e andrò in consiglio comunale ad ogni seduta, spero che l’invito di Rudoni a stare a casa non sia una minaccia, per fare il mio dovere di cittadino di Busto da quando son nato e di Italiano, svolgendo il ruolo di opposizione come si conviene in ogni sistema democratico. La Lega che è parte determinante della maggioranza, svolga la propria funzione di governo.
Per quanto attiene infine i miei incarichi, sia quelli precedentemente ricoperti in Parlamento e nel Comune di Bollate, come l’attuale incarico di consigliere comunale di Busto, a differenza di quello che non può fare a meno di pensare il Segretario della Lega, non ho fatto battaglie per conquistare le candidature, esse mi sono sempre state proposte e sono stato eletto regolarmente, così come i compensi sono sempre stati quelli previsti dai regolamenti. Faccio infine presente al Sig. Rudoni che dal primo giorno del mandato ho liberamente deciso di lasciare i gettoni di presenza al comune di Busto.
Carlo Stelluti
m.lualdi
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