VARESE Il gasolio svizzero taglia un traguardo storico, e diventa meno caro della benzina. 1,55 franchi al litro, segnalano in media i distributori ticinesi, pari 1,026 euro con il cambio euro/franco di ieri, 0,66, a fronte di 1,57 franchi per un litro di benzina verde a 95 ottani, vale a dire 1,039 euro. I benzinai elvetici se lo spiegano con la crisi
della produzione e la drastica diminuzione della richiesta industriale del gasolio: le scorte si sono accumulate facendo scendere il prezzo per l’autotrazione. Fatto sta che i distributori di Varese ieri esponevano un prezzo variabile tra 1,050 e 1,070 euro al litro: siamo al limite del divario di 5 centesimi che farebbe scattare l’introduzione dello sconto regionale previsto dalla rinnovata carta sconto sui carburanti.
Sconto che a Varese incontra e si scontra con le posizioni più disparate da parte dei gestori degli impianti di rifornimento. Caldeggiata da qualcuno, l’ipotesi più volte ventilata in passato e ora confermata dalla nuova legge per lo sconto nelle zone di confine viene invece guardata con sospetto da altri: «È una cosa che hanno inserito nella legge per darci l’impressione che ci vogliano tutelare – commenta Luigi Castagnola, gestore della Erg in via Peschiera, a un pugno di chilometri dal Gaggiolo – ma non la metteranno mai in pratica, la Regione non ha i soldi per farlo. Possiamo anche dire che la vogliamo ma non cambierebbe niente».
Eppure del limite di 5 centesimi di divario si parla a chiare lettere nel testo di legge. «Sono troppo pochi, con quella differenza non la introdurrebbero. Anche se in Svizzera è calato il gasolio si tratta di una cosa momentanea, si è già visto l’anno scorso: nel giro di poco tempo è tornato ai livelli italiani, che in ogni caso non sono quasi mai così alti da giustificare uno spostamento fino al Gaggiolo per il pieno».
Anzi, oltre a non comportare un vantaggio sui litri venduti al distributore, secondo Castagnola mettere in tasca agli automobilisti una carta sconto per il gasolio equivarrebbe a dire che in Svizzera tutto conviene. Non sono d’accordo, però, altri gestori. «Penso che a noi farebbe comodo – commenta Anna Artese, che con il marito lavora nella stazione Shell di viale Aguggiari – quando è stata introdotta la carta sconto, nel
1999, il 70% delle auto era a benzina, oggi siamo più o meno al 50 e 50, forse con una leggera prevalenza del diesel». E i litri venduti seguono la tendenza, racconta la signora: «Va a giorni ma in sostanza siamo sullo tesso livello, ecco perché avere un’agevolazione sull’acquisto del gasolio per noi sarebbe una gran cosa. D’altra parte, se l’hanno introdotta in una legge, ci sarà pure un motivo».
La trovo una scelta più che giusta», dice anche Massimo Roselli, gestore dell’Agip di via Sanvito. «In questo momento ad esempio avrebbe senso perché il gasolio da qualche mese è tornato ad alzarsi qui in Italia, e lo ha fatto meno in Svizzera. Da quello che sento c’è molta gente che va a rifornirsi dopo il Gaggiolo, e quando vanno, fanno il pieno. La gente comunque sta aspettando questa novità della carta sconto, ha sentito l’annuncio e me lo chiede di continuo».
Francesca Manfredi
e.marletta
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