Varese sui conti della Quiete spunta una super-perizia

Varese sui conti della Quiete spunta una super-perizia

VARESE Una perizia per fare chiarezza sui conti della Quiete Srl: lo ha stabilito ieri il collegio di fronte al quale pende l’istanza di fallimento presentata il 28 aprile dalla procura di Varese, nella persona del pm Agostino Abate.

Il consulente tecnico, individuato nel ragioniere commercialista Francesco Roman, con studio a Gravellona Toce (Verbania), secondo quanto disposto dai giudici varesini dovrà «accertare l’effettiva consistenza dell’attivo» esposto dalla società oggetto dell’istanza fallimentare, con «particolare riguardo ai cespiti immobiliari, di cui – si legge nel decreto del tribunale di Varese – occorrerà verificare esistenza fisica e titolarità giuridica anche in relazione al recente contratto di cessione di ramo d’azienda (…), e ai crediti (verificandone il titolo e le probabilità di recupero)». Non solo: il decreto «demanda al giudice estensore l’acquisizione di dati aggiornati sui debiti fiscali e previdenziali residui».

L’incarico verrà conferito lunedì prossimo. Il collegio (composto dai giudici Miro Santangelo, presidente, Nicola Cosentino, relatore, e Marco Giuliano Agozzino), vuole dunque vederci chiaro. «Lo stato di liquidazione della società impone di apprezzarne l’asserita insolvenza alla stregua dello sbilancio tra attivo e passivo patrimoniale» si legge ancora nel decreto. E poi: La consistenza effettiva dell’attivo patrimoniale è oggetto di contestazione da parte del ricorrente (la procura di Varese, ndr)», mentre «la documentazione offerta dalla resistente (la Quiete Srl, ndr), non appare dirimente». Nemmeno i documenti depositati in data 2 maggio, lunedì, ad integrazione di quelli già portati nell’udienza del 28 aprile.

Secondo gli investigatori, la Quiete Srl sarebbe gravata da un buco di quasi 10 milioni di euro solo parzialmente coperto negli ultimi giorni, dopo che era stato annunciato il passo della procura. Per tentare di evitare il crac, la Ansafin Spa (la principale società del Gruppo) avrebbe versato circa 4 milioni di euro a diversi creditori. Il Gruppo Polita ieri ha chiesto l’archiviazione dell’istanza della procura o, in subordine, il rinvio della decisione, impegnandosi a versare altri 2 milioni di euro. Ma la procura non è d’accordo: anche perché, posto che il Gruppo Polita riesca davvero a reperire i 2 milioni, all’appello ne mancherebbero comunque ancora 3. Cifre sulle quali dovrà fare chiarezza il perito.

Franco Tonghini

f.tonghini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google