VARESE Un lungo corteo che da piazza Repubblica ha sfilato fino al Garibaldino al grido di «più lavoro, meno fisco». Un migliaio di persone, forse due, che armate di fischietti, tamburi e striscioni hanno voluto portare la loro testimonianza.
Lavoratori appartenenti al settore artigianale, del pubblico impiego, dell’industria e della scuola che ieri mattina si sono radunati, mai così numerosi, per dimostrare l’evidenza di una situazione «che sta mettendo in ginocchio il Paese – ha detto Franco Stadi, segretario provinciale Cgil Varese – E sta dividendo i lavoratori». Un invito al dialogo con Cisl e Uil «per ricostruire una vera unità sindacale – ha aggiunto – e perché i lavoratori tornino a essere i protagonisti. Per la difesa del lavoro dagli effetti della crisi, dalle scelte depressive del governo e dall’attacco ai diritti e alle tutele, per rilanciare l’occupazione e per un’operazione di ridistribuzione e di uguaglianza del Paese. Trentasei mesi di governo Berlusconi hanno seriamente impoverito il Paese. L’economia è depressa, la disoccupazione aumenta così come la pressione fiscale. I lavoratori subiscono l’abbassamento delle tutele e la cancellazione dei diritti. Lo stato sociale è stato tagliato indiscriminatamente – continua Stasi – I pensionati sono penalizzati, è negato il futuro ai giovani, umiliato il lavoro e la dignità delle donne». In piazza i precari di tutta la provincia e i lavoratori delle aziende del nostro territorio, coinvolti nei processi di ristrutturazione aziendale. Gli impiegati pubblici, le donne che lavorano per la pulizia delle scuole e i giovani che sperano in un futuro lavorativo migliore. Insieme hanno ascoltato dal palco di piazza Podestà gli interventi dei rappresentanti sindacali, dei lavoratori e infine del segretario Cgil Lombardia, Giulia Colombini. «Noi siamo ancora fuori dalla crisi – ha detto – la situazione è grave. Gli ultimi tre anni sono stati segnati dall’immobilismo totale da parte del Governo sulle questioni riguardanti la profonda crisi che attanaglia il mondo del lavoro e non arrivano segnali positivi dall’occupazione».
La ripresa è lontana e per la Colombini l’unica ipotesi di rilancio riguarda le banche «che devono tornare ad aiutare le piccole imprese e gli artigiani. Come Cgil stiamo discutendo in Regione il rifinanziamento dei Confidi». Intanto i lavoratori si sono mossi e hanno partecipato alla più grande manifestazione sindacale degli ultimi anni. Il fatto che nella nostra provincia abbiano aderito numerosi, dimostra che la situazione è ben più grave di quello che si può percepire.
Valentina Fumagalli
e.marletta
© riproduzione riservata













