Il comandante Lotito in aula «Danneggiato dalla microspia»

VARESE Che un reato sia stato commesso, è pacifico (anche se si litiga sulla sua esatta qualificazione). Così come è pacifico chi lo abbia commesso: i rei confessi Fabrizio Mondo e Marinella Cassia, in forza alla polizia locale, e il tecnico-elettricista Gianni Giacomini.Resta invece da appurare se e quanto il comandante Antonio Lotito sia stato danneggiato da quella microspia piazzata nel suo ufficio. Lui sostiene di essere stato, come si suol dire, “cornuto e mazziato”: prima spiato dai colleghi, poi declassato dal Comune. Tre anni di purgatorio, a partire dal primo aprile 2008, prima di ottenere la piena riabilitazione, ma non più di sei mesi fa.Oggi il giudice Anna Ferrazzi ha ascoltato proprio Lotito. E rispondendo alle domande del pubblico ministero d’udienza Marco Brunoldi, il comandante ha raccontato di quelle strane e continue fughe di notizie che lo avevano spinto a bonificare il suo ufficio.L’incombenza era stata affidata a

un’agenzia di investigazione privata, che aveva individuato la microspia in una presa del telefono; microspia collegata alla segreteria dello stesso comandante, presidiata dalla Cassia. Una telecamera nascosta aveva poi mostrato come ad azionare l’interruttore che metteva in funzione l’aggeggio erano la Cassia e Mondo, mentre Giacomini provvedeva alla manutenzione.La notizia ebbe grande risonanza mediatica. Ma ebbe come paradossale conseguenza quella di vedere Lotito trasformato da parte lesa a capro espiatorio. Così almeno sostiene lui. Che ha spiegato di essere stato prima “degradato” a capo sezione (prima era capo area, cioè al vertice del comando di polizia locale), e poi addirittura trasferito alla sezione commercio. «Ho subito sia danni economici che danni di immagine», ha detto al giudice.Le conseguenze si sono viste anche in busta paga.Secondo gli avvocati difensori (Andrea e Renato Prestinoni insieme a Paolo Bossi) non c’è però alcuna prova che i pretesi ridimensionamenti siano effetto della microspia.

s.bartolini

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