VARESE (e.rom.) L’arrestato è un quarantanovenne italiano residente a Varese. Già a maggio era stato arrestato in flagranza per maltrattamenti in famiglia. All’epoca, il giudice aveva disposto l’allontanamento dall’abitazione di via Val Camonica in cui stava con la convivente di 44 anni e la figlia minorenne. L’uomo aveva anche l’obbligo di stare lontano dalle due, e di evitare i luoghi da loro frequentati.
Ma lui dei divieti se n’era fatto un baffo. Così nei mesi scorsi le pattuglie della polizia di Stato e dei carabinieri erano intervenute più volte, su richiesta della convivente, nella casa di via Val Camonica: l’uomo, infatti, continuava a minacciare e a imporre la propria presenza ai familiari nonostante il provvedimento del giudice. «Gli interventi delle pattuglie – spiegano dalla questura – hanno evidenziato, inoltre, un quadro familiare particolarmente difficile, data la dipendenza da alcool della coppia».
Viste le premesse, il carcere è stata la logica conseguenza delle sue malefatte. L’ordine di custodia cautelare è stato eseguito venerdì. Domenica 8 maggio la polizia chiamata in via Val Camonica si era ritrovata davanti una donna con il volto sanguinante per le botte ricevute. La sua “colpa”? Quella di aver fatto infuriare il convivente visibilmente ubriaco negandogli un rapporto sessuale. Dalle indagini era emerso che l’uomo aveva già collezionato una serie di denunce per reati contro il patrimonio, contro la persona e contro la pubblica amministrazione.
Dell’accaduto era stato informato anche il tribunale per i minori, perché il contesto familiare in cui viveva la figlia della coppia non appariva idoneo alla sua educazione e al suo corretto sviluppo psicofisico.
e.marletta
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