VARESE (lr) Questa volta l’ultimo giorno di scuola potrebbe essere l’ultimissimo per la De Amicis di Valle Olona che ha raccolto solo 9 iscritti alla prima elementare. Troppo pochi per i nuovi parametri imposti dalla legge Gelmini che ha fissato la nuova soglia minima per l’apertura di una classe a 15 alunni. Così i genitori dei piccoli studenti delle elementari di Valle Olona hanno deciso di trasformare il tradizionale spettacolo di fine anno in un evento serale (appuntamento venerdì nella sede di via Aquileia, ore 18) cui sono invitati a partecipare anche i cittadini e le autorità locali tra cui il sindaco Attilio Fontana e l’assessore ai servizi educativi Patrizia Tomassini.L’idea è di cogliere l’occasione per mostrare loro quali attività si organizzano a scuola e quanto siano affiatati i piccoli alunni che la frequentano. Se la scuola dovesse chiudere i bambini rischierebbero di disperdersi in diversi istituti della città, cambiando compagni di banco, e quindi amicizie e probabilmente luoghi di ritrovo. Non più campi sportivi e oratorio del rione dove vivono ma quelli frequentati dai nuovi compagni di classe. E questa è la cosa che preoccupa di più i genitori, l’idea di sottrarre i propri figli agli affetti e agli ambienti del rione in cui vivono e in cui stanno crescendo. La serata si concluderà con una cena nella
mensa della De Amicis offerta, naturalmente, dai genitori.Preoccupazioni analoghe anche a Biumo per la scuola Cairoli. Alunni e maestre hanno scritto una lettera al presidente della repubblica, Giorgio Napolitano e per conoscenza al ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini e al dirigente scolastico Salvatore Falzone. «Signor Presidente – si legge nel documento – ci rivolgiamo a lei come ultima speranza: qualcuno dice che con tutti i problemi che un capo di stato ha, non arriverà mai e mai leggerà questo nostro appello e se verrà letto non sarà mai preso in considerazione… ma noi non ci crediamo. Qualcuno dice che la nostra scuola è di molti colori ed è vero perché ogni anno arrivano bambini da tutto il mondo ; all’inizio sono emozionati e forse un po’ impauriti, ma da subito parliamo la stessa lingua e ci sentiamo tutti uguali, come la nostra bandiera tricolore che ci abbraccia e ci protegge; ci sentiamo a casa, la nostra casa come la nostra bella e grande scuola. Il pensiero che saremo smistati, divisi come dei numeri e che ne sarà di questa scuola…veramente ci rattrista. Il pensiero di perdere questo pezzetto di certezza, è incolmabile. Signor presidente, qualcuno dice che il grosso mangia il piccolo…, ma noi non ci crediamo. Noi crediamo che il lupo protegge l’agnello. Siamo fiduciosi nel Suo intervento».
e.marletta
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