Autorealizzazione o assenza di alternative? I giovani che decidono di mettersi in proprio oggi lo fanno principalmente per una di queste due motivazioni. Più spesso però per un mix di questi fattori secondo una ricerca del Centro Studi di Unioncamere.
Fatto sta che, anche in un periodo di congiuntura economica sfavorevole come questa, i giovani continuano ad aprire una loro attività trasformandosi in imprenditori.
Anzi, come ha ricordato Davide Galli, presidente di Confartigianato Imprese Varese «da un po’ di tempo vediamo che si è sviluppata nelle nuove generazioni una rinnovata voglia di continuare nel lavoro artigiano dei loro padri».
Non ci sono numeri da capogiro: parliamo, nel 2012, di settemila imprese giovanili di under 35 nella nostra provincia, un dato in calo sull’anno precedente del 2,7% secondo i dati elaborati dalla Camera di Commercio varesina.
Ma se è vero che nell’immaginario comune, suggerito dai dati quotidiani sulla disoccupazione giovanile, questi sono i più sfiduciati di tutto il panorama generazionale, il fatto che ancora tanti giovani decidano di provarci è di per sé positivo. E ascoltando le storie di chi ha deciso di rischiare e provarci, è facile capire come siano entrambe le componenti, voglia di autorealizzazione e assenza dell’alternativa giusta, a spingere oggi i ragazzi in questa strada.
Thomas Brusati ha 30 anni, è laureato in Product Design al Politecnico di Milano, e dopo un’esperienza in un’azienda e un anno in Australia, ha deciso un anno fa di aprire una sua attività.
Che, per dare un’idea al suo concetto, si potrebbe definire «l’ikea degli strumenti musicali». La Byomusic (Build Your Own Music) è infatti un sito dove ogni musicista può trovare tutto ciò di cui può avere bisogno per fare la propria musica: incluso costruire, pezzo dopo pezzo, il proprio strumento musicale, scegliendone componenti, colori e forme che verranno poi assemblate dal liutaio.
«Dopo il mio rientro in Italia mi è scattata una molla» racconta Brusati «ero pieno di entusiasmo e le idee chiare». Certo, la realtà poi pone qualche limite «e ogni giorno mi si propongono fatti da nuovi da affrontare». Ma nella storia di Brusati la spinta all’autorealizzazione porta a superare anche le difficoltà che vengono «da un bando di finanziamento europeo che ancora non ha mi dato risposte». Certo, anche la componente dell’assenza di alternative nella scelta c’è «ma più che altro non trovavo il posto giusto per me, e così l’ho creato».
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