BUSTO ARSIZIO Grande folla per l’inaugurazione della cappella di San Carlo Borromeo, tornata a splendere grazie a tanti, generosi, bustocchi che hanno a cuore l’arte e le tradizioni della propria città.
Tra i ruderi di via Matteotti, storica via del commercio e dell’artigianato, è stato restituito alla città un pezzo di storia: l’edicola devozionale di origine seicentesca è stata scoperta nel pomeriggio di ieri tra lo stupore di molti cittadini che hanno voluto assistere all’importante evento.
Emozionati, Alfredo Solbiati e Pinuccia e Luciano Cagnoni, tra più attivi promotori della sottoscrizione popolare finalizzata a raccogliere i fondi per il restauro: grazie all’iniziativa del comitato culturale in poco tempo sono stati raccolti i 10mila euro necessari per dare nuova vita alla cappella dal passato travagliato.
Il monumento fu, infatti, bersaglio di un atto vandalico che fece molto scalpore: a inizio settembre alcuni individui staccarono la mano destra della statua in gesso del Santo e, non paghi, si portarono via il pastorale, poi restituito. Il fatto avvenne a soli 10 giorni dall’avvio dei lavori di restauro portati a termine dal Laboratorio San Gregorio: «Un primo intervento fu effettuato dal Comune di Busto nel 1982 – hanno spiegato i restauratori – ne seguì un secondo nel 1994 ma non fu sufficiente: la statua non riceve la luce del sole ed è quindi particolarmente soggetta ai malanni dell’umidità. Abbiamo fatto un lavoro oculato, prediligendo la calce, materiale traspirante che ne consentirà una migliore conservazione».
Terminato il restauro, l’opera non dovrà però cadere nel dimenticatoio. Per l’occasione, lungo la via del centro, sono stati allestiti i mestieri di una volta. E c’era anche Renato Colombo, che rappresenta la terza generazione di una famiglia di artigiani bustocchi. Ma la strada che un tempo era il centro nevralgico del commercio cittadino, oggi è diventata il simbolo del degrado bustocco: «Speriamo che San Carlo sia da faro per i sentimenti dei bustocchi del terzo millennio», ha dichiarato Alfredo Solbiati. Tanti i cittadini che non hanno mancato di fare notare lo stato pietoso in cui giace gran parte della zona: «Nel parcheggio antistante ci sono addirittura i topi», ha riferito inorridita una residente del centro. E la speranza è che il restauro della cappella sia l’inizio di una rinascita dell’intero quartiere.
Valeria Arini
f.tonghini
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