Il Lecce vuole le bandiere Subito Corti. E poi Neto

Il Lecce vuole la serie B e per conquistarla è disposto a tutto. Domenica scorsa la squadra di ha mandato un messaggio chiaro a tutte le rivali per la promozione, sbancando il campo dell’Aquila e ora è a meno otto dal Perugia capolista. I giallorossi non credono impossibile l’impresa di acciuffare il primo posto, quello che manda direttamente in B senza passare per i playoff e non ha paura di mettere mano al portafoglio per rinforzare la squadra.

Il presidente del Lecce, ex patron della Pro Patria, e il figlio Antonio, amministratore delegato e responsabile dell’area tecnica del club pugliese, vogliono regalare a Lerda la bandiera del Varese . Nella penisola salentina non si parla d’altro e l’entusiasmo dei tifosi è alle stelle. Ma il Lecce non vuole solo il numero dieci brasiliano perché punta a un altro senatore biancorosso e cioè a .

I due giocatori protagonisti della riconquista della B, orchestrata da nel 2010, hanno rappresentato in tutte queste stagioni un tesoro per il Varese, che ora deve far capire di non essere disposto a perderli. Come? Facendo la giusta offerta per rinnovare i loro contratti, in scadenza a giugno.

Il Lecce ha offerto a Neto Pererira un contratto fino al termine del prossimo campionato (estate 2016) ed è disposto a spendere per avere Corti. Insomma, la famiglia Tesoro vuole andare sul sicuro, acquistando due calciatori forti dentro e fuori del campo. In Puglia c’è chi giura che Neto Pereira verrà accolto come un eroe e lo stesso trattamento sarà riservato pure a Corti, che potrebbe approdare allo stadio di via Del Mare addirittura prima del brasiliano.

Ora tocca al Varese mostrare quanto sono importanti per la squadra i due veterani che il pubblico del Franco Ossola vorrebbe vedere a vita in biancorosso. La società proverà a blindarli con un rinnovo adeguato anche per non correre il rischio di perderli a fine stagione senza incassare nulla.

Senza Neto e Corti, il Varese perderebbe due colonne, tanta personalità e un pezzo della sua vera anima: del resto, non è un caso che siano capitano e vice capitano della squadra.

Se Corti ha dimostrato di trovarsi bene nel centrocampo a tre di , Neto non si è ancora inserito nel nuovo tridente anche perché ha caratteristiche che si adattano di più ad altri sistemi di gioco, a partire dal 4-4-2 di cui sa essere un’ottima seconda punta. Anche questo fatto potrebbe incidere sulla decisione di cedere Neto: ma il Varese dovrebbe avere un solo pensiero in testa e cioè chiedergli di chiudere la carriera in biancorosso, offrendogli la possibilità di entrare a far parte dei quadri tecnici del club.

Se il Lecce dei Tesoro vuole i senatori Neto e Corti, il Palermo di punta su , terzino sinistro che compirà 22 anni mercoledì 22 gennaio. Come contropartita ci sono soldi e il rientro a Varese di che però l’anno scorso si è visto poco, collezionando appena nove presenze. Il suo rientro sarebbe inutile perché in mezzo al campo serve solo un regista autorevole, in grado di impostare l’azione, dettare i tempi del gioco, organizzando i collegamenti fra i reparti. Le altre necessità per il Varese sono tre: un difensore centrale in grado di dare il cambio adeguato a Ely e Rea, un terzino sinistro, considerata la probabile uscita di Lazaar e una punta comedel Cittadella che è sempre molto vicino.

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