Generazioni monelle: quando la voglia di falò è contagiosa.
Militano intere famiglie tra le fila dei “Monelli della Motta”, l’associazione che organizza la sagra e il falò di sant’Antonio a Varese. Quella dei Manzatto è una di quelle che conta il maggior numero di Monelli.
Walter, 44 anni fa, è stato il primo a farsi coinvolgere « perché avevo 16 anni e abitavo in via Carrobbio». Prima ha aiutato a preparare la catasta, poi è passato al banco gastronomico. «E una volta i salamini si facevano bolliti: dai pentoloni pieni d’acqua tiravamo fuori la fila intera, che poi dividevamo per preparare i panini». Un Monello tira l’altro e Walter ha coinvolto quella che allora era la sua fidanzata e oggi è diventata sua moglie. «Dopo di me – ricorda Tiziana – si sono arrivati nell’ordine: mio papà, una zia e uno zio e ora anche mia figlia Ilaria».
Svezzata a pane e monellate, Ilaria l’anno scorso si è sposata e alla lista dei Monelli di casa ha aggiunto anche il marito Maurizio. Tre generazioni che promettono di diventare quattro. Non ci sarà da stupirsi, infatti, se anche la loro prole entrerà nel gruppo.
Ilaria ha anche un singolare primato è l’unica donna alla griglia: «Ha iniziato da piccina – continua la mamma – preparando tovaglioli e bicchieri di carta poi crescendo ha scelto di affiancare alla piastra il papà, Roberto e lo zio Alessandro».
Comune a tutti il motivo che li spinge ogni anno ad impegnarsi per la riuscita della sagra: «L’armonia che c’era e che tuttora c’è nel gruppo». Gli addetti al banco hanno un loro momento preferito: «È l’istante in cui danno fuoco alla catasta: siccome siamo piccoline, saliamo sulle casse d’acqua per vederlo meglio».
«Ed è anche il mio momento preferito – prosegue Walter – se non sono dietro al banco mi avvicino il più possibile alla catasta». Se i Monelli hanno una panoramica privilegiata, ci sono tattiche per avere comunque una buona visuale la sera del 16 gennaio.
Oltre a tentare di corrompere o commuovere chi possieda un balcone affacciato sulla piazza, o provare ad arrampicarsi in spalla al vicino, i punti strategici rimangono l’ingresso dei Giardini Estensi di piazza della Motta. Proprio vicino alla fontana che funge da gradino per i più piccini e, per i ritardatari, l’inizio di via Bizzozero dal lato della panetteria.
Per lasciare l’auto bisogna tenere conto della chiusura dei posteggi Aci. Quello in piazza Ragazzi del ‘99 è occupato dalle bancarelle e quello di via Lonati viene chiuso per l’accensione della fiamma.
Strategici sono i parcheggi a Casbeno, davanti alle scuole, o in viale Europa: con una breve passeggiata si raggiunge piazza della Motta senza incappare nel traffico.
L’importante è essere puntuali se si vuole assistere all’accensione che sarà puntuale alle 21.Per i bimbi, invece, sarà suggestivo anche il venerdì mattina, quando la piazza si riempirà di animali, per la benedizione.Poi, il cielo si colorerà con un migliaio di palloncini colorati: benauguranti, dicono.
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