Guido Borghi tentato dal Bari Ha detto no. E se Laurenza…

Che il Bari sia in crisi e in vendita è arcinoto. Che il club pugliese se la passi male pure: trenta milioni di debiti col fisco, euro più euro meno.

Da mesi la famiglia Matarrese dialoga con potenziali acquirenti. Lo scoop è che tra questi ci sono vecchie conoscenze del football bosino.

Il club manager dei galletti è Gianluca Paparesta, ex arbitro internazionale caduto in disgrazia con Calciopoli. A lui il compito di trovare nuovi padroni: tramite amici comuni ha agganciato addirittura alcuni grossi nomi del passato biancorosso.

Lo scoop è che Guido Borghi è stato tentato di rientrare nel calcio, abbandonato nel ’78 alla fine di tre lustri di successi, inizialmente insieme a papà Giovanni e poi da solo, giovanissimo presidente.

Accanto a lui erano pronte a scendere in pista altre glorie nostrane, a cominciare pare da Ariedo Braida: centravanti goleador a Masnago dal ’69 al ’72, è appena uscito dalla dirigenza del Milan dopo lunga e onorata militanza.

Gli interessati glissano, ma la trattativa c’è stata ed era ben avviata. Vincenzo Matarrese ha proposto a Borghi di rilevare il Bari insieme a due soci locali, si dice imprenditori nel settore rifiuti, promettendo di provvedere a sanare due terzi della consistente esposizione con l’erario.

Insomma, il Bari costa dieci milioni e Guido ci ha pensato seriamente, attratto dalla vecchia passione ma anche da una piazza storica e importante, con un bacino d’utenza notevole.

Alla fine, però, spaventato soprattutto dal monte debitorio, il patron della Varesina ha detto no a Matarrese.

La notizia, in ogni caso, è che Borghi jr., mezzo secolo dopo il padre e 35 anni dopo il commiato da Masnago, di fronte a un progetto vero sarebbe disposto a spendersi nel calcio. Una novità clamorosa. Se lo facesse lontano da casa, lo scorno della città giardino sarebbe grande.

L’uomo della strada, a questo punto, si e ci domanda: perché facoltosi imprenditori varesini s’interessano al Bari e non al Varese?

Nicola Laurenza è da tempo a caccia di compagni d’avventura indigeni: abboccamenti tanti, fatti pochi. Al di là dei possibili interessi personali ed economici nell’affaire Bari, la tentazione di Borghi può anche suonare come un messaggio nemmeno tanto cifrato all’attuale patron: «Se si creano le condizioni giuste, di uomini e di idee, io e altri siamo pronti a impegnarci».

Laurenza ora sa che, se si libererà di alcune zavorre, potrà bussare a certe porte e avere ascolto. Coglierà il presidente quest’inedita opportunità? (San) Nicola, pensaci.

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