Il “papà” del Ps non è convinto «Trenta letti? Non bastano»

Il “papà” del Ps non è convinto
«Trenta letti? Non bastano»

«Non credo che attivare trenta nuovi posti letto sia una soluzione al problema del congestionamento del Pronto Soccorso. È una soluzione tampone, una boccata d’ossigeno».

A entrare nel dibattito sul reparto di frontiera del Circolo è il “padre” del Pronto Soccorso dell’ospedale : . 

Montoli ha inaugurato nel 1965 il punto di Emergenza-Urgenza del Circolo, prima inesistente. «Si trattava di un servizio innovativo, unico nel suo genere in tutta Italia: forse un servizio simile era stato proposto anche a Bolzano».

«La novità stava che il nostro Pronto Soccorso si avvaleva di servizi completamente autonomi perché dotato di sale operatorie». Così, essendo Montoli un medico chirurgo, chi arrivava in Pronto Soccorso, ad esempio, con una clavicola rotta veniva operato direttamente in reparto, senza attendere di giungere in ortopedia.

Un servizio talmente all’avanguardia quello offerto a metà degli anni Sessanta al Circolo che il bacino d’utenza era molto ampio. «Avevamo pazienti che arrivavano da Como, Gallarate, Busto e dall’Alto Milanese. Gli accessi giornalieri superavano quelli odierni, che si attestano intorno alle 170 utenze giornaliere». 

Ma la differenza, a detta del fondatore del Pronto Soccorso varesino, sta nel numero di posti letto a disposizione nei reparti.

«Fino a circa vent’anni fa, l’ospedale di Varese aveva 1.800/duemila posti letto nei reparti. Oggi ce ne sono poco più di 500. La riduzione è stata eccessiva e ora il Pronto Soccorso non riesce ad assorbire tutti i pazienti. Situazione analoga al resto dei grandi Pronto Soccorsi in Italia. Inoltre le criticità legate al Pronto Soccorso di Varese erano già materia di discussione quando in azienda ospedaliera c’erano prima e poi».

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