Il Fisco ci spia i conti correnti, da venerdì entra in vigore la “super-anagrafe” tributaria. «Ma chi evade non usa i conti correnti» protestano le associazioni dei consumatori. Le banche si sono adeguate, ma non registrano riscontri negativi sulla clientela: «Già oggi quei dati sono a disposizione delle Entrate in caso di accertamento fiscale» precisa (Bcc).
Entro venerdì 31 gennaio, si completa un primo, decisivo tassello della SuperAnagrafe tributaria.
Banche e intermediari finanziari devono infatti inviare all’Agenzia delle Entrate le informazioni principali relative ai movimenti bancari del 2011.
È uno strumento che non convince per niente , segretario della Federconsumatori di Varese: «I veri evasori non compiono operazioni già tracciabili come quelle sui conti correnti».
«Con questi controlli si finisce solamente per tartassare e per spaventare la stragrande maggioranza delle persone normali che fanno transitare somme modeste sui conti correnti». De Lorenzo cita il caso di pensionati che sono stati sottoposti più volte ad accertamenti fiscali, «mentre il costruttore Armellini a Roma aveva più di mille proprietà immobiliari sconosciute al fisco. Come si spiegano queste disparità?».
Ecco che il “grande fratello” fiscale rischia di non pizzicare i veri evasori: «Per quelli, l’unica soluzione è fare come in altri Paesi, dove è prevista la galera per il reato di evasione fiscale. Solo con strumenti veramente persuasivi e deterrenti si può sconfiggere questa piaga».
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