Denunciati trenta evasioni totali Duecento milioni da riscuotere

Denunciati trenta evasioni totali Duecento milioni da riscuotere

VARESE Quanto potrebbe incassare il Comune di Varese dalla lotta all’evasione fiscale? Si parla di svariati milioni di euro all’anno, forse centinaia se consideriamo i risultati raggiunti nei primi sei mesi del 2011 dalla Guardia di Finanza di Varese che è riuscita a recuperare 273 milioni di reddito imponibile, il che si traduce in 92 milioni di euro di tasse da recuperare tra imposte sul reddito e Irap più una serie di sanzioni di importo almeno analogo per un totale di 184 milioni di euro da riscuotere. A

questi si devono aggiungere i 24 milioni di Iva evasa accertata nello stesso periodo per un totale di 208 milioni di euro di tasse recuperati dalla Gdf in soli sei mesi. Una cifra di tutto rispetto per le casse di Palazzo Estense, soprattutto se si considera che fino all’anno scorso il comune riceveva in trasferimenti statali e regionali 26 milioni di euro l’anno, già ridotti a 16 milioni dalla Finanziaria 2010 per il 2011 e che con i nuovi tagli proposti dal governo rischiano di ridursi ulteriormente.

Certo, un conto è contestare un’evasione fiscale, tutt’altro è incassare le tasse non pagate visti i contenziosi e i tempi non certo rapidi della giustizia, ma in un contesto economico particolarmente difficile come questo tentare di recuperare liquidità pescando dall’evasione fiscale appare una soluzione equa e potenzialmente fruttuosa: saremo pure nella parte del paese dove si evade di meno, ma centinaia di milioni di euro di tasse evase scoperti in soli sei mesi sono davvero tanti. Il Comune però per tenersi il 100% del denaro recuperato dovrebbe partecipare al contrasto dell’evasione. Come? Ad esempio pubblicando i redditi dei propri concittadini, propone il governo. Una misura questa che non convince però né il sindaco Attilio Fontana, né il neo assessore al bilancio Giuseppe Montalbetti.

Entrambi dichiarano di preferire una maggiore collaborazione con gli altri enti coinvolti, a cominciare dall’Agenzia delle entrate che dovrebbe mettere a disposizione del Comune la propria banca dati completa (non la cartella richiesta sul singolo caso come avviene ora in base a un accorso siglato lo scorso ottobre) e permettere così di incrociare redditi, utenze, immobili e stili di vita. Ad esempio

l’incrocio di dati comunali e catastali, a partire dal 2008 il Catasto ha reso possibili una serie di accertamenti su Ici e Tarsu (la tassa dei rifiuti calcolata in base alla superficie dell’abitazione) e che sin ora ha portato nelle casse di Palazzo Estense quasi 9 milioni di euro, con un tasso di recupero compreso tra il 72% e l’83% delle cifre contestate.

In effetti anche «il trucco» adottato dalla Guardia di finanza per scovare i ladri del fisco di Varese (90 le persone denunciate in sei mesi di cui 30 tra evasori totali e para totali, quelli che dichiaravano meno del 50% del reddito), si basa proprio sull’incrocio di diverse banche dati, soprattutto per le Partite Iv aperte e chiuse con gran facilità, a volte senza dichiarare neppure un euro di fatturato. Segno che non hanno mai lavorato, oppure che lo hanno fatto in nero, senza farlo sapere all’erario. In questo caso è utile un incrocio dei dati tra l’anagrafe tributaria, fatture emesse in caso di ristrutturazioni edilizie o rapporti con l’estero che passano dalle dogane. Secondo l’esperienza della Gdf di Varese gli evasori di grosso calibro sono italiani, ma per importi minori sono stati segnalati anche cittadini stranieri.
Lidia Romeo

s.bartolini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google