Si salvano solo giovani e sport Gli altri saldi crollano del 10%

Si salvano solo giovani e sport
Gli altri saldi crollano del 10%

I saldi fanno flop. Vendite in calo del 10% rispetto allo scorso anno per la maggior parte degli operatori, esclusi i negozi che propongono linee di abbigliamento giovani e sportive.

Niente più “febbre da shopping” per i varesini. Niente più code davanti ai negozi nel giorno di inizio degli sconti di fine stagione, ma neanche più acquisti ponderati dei capi importanti.

La causa? « Non ci sono più soldi». Le associazioni di categoria non fanno mistero della gravità della situazione economica. La crisi ha colpito duro anche nella ricca provincia di Varese e la prova del nove, per chi ancora avesse dubbi, sono stati questi saldi.

Sono sempre meno i consumatori che approfittano degli sconti per fare acquisti. «Almeno un 10% in meno rispetto allo scorso anno, che già era andato male – fa un bilancio di Confesercenti – Non è un dato preciso, perché ancora non ne abbiamo, ma è molto realistico».

Potrebbe essere addirittura maggiore il mancato guadagno dei commercianti da queste svendite di fine stagione. «Il sentore è negativo – conferma anche di Ascom – Cifre precise ancora non se ne hanno, ma se nel mese di luglio il calo delle vendite è stato intorno al 10%, è possibile che l’agosto nero abbia alzato ancora di più la percentuale».

I commercianti hanno lavorato per i primi dieci giorni e poi «c’è stato un blackout completo – aggiunge – La città si è svuotata e il commercio si è fermato».

La crisi non ha solo diminuito la disponibilità economica dei consumatori, ma ha influito anche sul loro comportamento d’acquisto. Sono cambiato le abitudini dei clienti che non fanno più la fila davanti ai negozi delle griffe per acquistare i capi firmati a prezzi scontati, ma si rivolgono ai megastore a buon mercato. Hanno “beneficiato” dei saldi quindi, i negozi (prevalentemente franchising) che tengono i capi nelle fasce di prezzo medio-basse e low cost. E non acquistano più «al primo colpo», ma confrontano le varie offerte prima di comprare. A meno che non si tratti dei figli.

L’attenzione alle spese svanisce davanti alle richieste di avere i capi e accessori «alla moda». L’unico settore che non ha subito particolari ricadute è quello legato alla moda giovani.

Una categoria merceologica che, come aveva già anticipato ad inizio saldi la titolare del negozio 3nd di corso Matteotti, «ha risentito poco della crisi – aveva detto – Nonostante sia partita con sconti bassi e non subito con il 50% su tutto il campionario, ho lavorato parecchio. Quest’anno come l’anno scorso».

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