A sedici giorni dall’inizio della scuola regna ancora una gran confusione.
La ripartizione a livello provinciale del personale docente a tempo indeterminato, le cosiddette immissioni di ruolo, è stata finalmente resa nota: 43 i docenti a tempo indeterminato immessi nella scuola secondaria di secondo grado, 18 quelli nella scuola secondaria di primo grado, 29 quelli nella scuola primaria (più dieci insegnanti di sostegno) e quattro quelli immessi nella scuola dell’infanzia (più due insegnanti di sostegno).
Mancano ancora, però, i calendari di convocazione per la selezione dei supplenti (circa un centinaio), precari a cui verrà fatto un contratto annuale e che non verranno resi noti prima di questo fine settimana.
Rimane aperta anche la partita dei docenti inidonei (48 in tutta la Provincia): quei professori che, per motivi di salute, non risultano più idonei a svolgere l’attività in classe e che, su indicazione del Ministero, temporaneamente dovrebbero essere inseriti come assistenti amministrativi all’interno delle segreterie. Concluse ieri mattina, invece, le 119 immissioni di ruolo dei collaboratori scolastici: non ancora definite quelle legate al personale amministrativo.
In tutto questo marasma, i dipendenti dell’ufficio scolastico provinciale in questi giorni sono subissati di lavoro. Sommando le 116 immissioni di ruolo e le ipotizzate 100 supplenza annuali, si raggiunge un totale di 216 cattedre coperte su 255 posti liberi nelle scuole varesine.
«È tutto chiaro che nulla è in ordine – commenta della Cisl – Intanto, noi continuiamo a chiedere che ci sia un’ulteriore immissioni di ruolo: un’altra tornata in modo da coprire più posti possibili».
Ma questo non è l’unico problema. «Il fatto che il calendario delle convocazioni delle supplenze verrà pubblicato tra il 30 e il 31 agosto fa sì che le nomine verranno ufficializzate a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, previsto per il 12 settembre – continua Iannello – Questo significa che la programmazione didattica, che partirà tra il 7 e l’8 settembre, sarà fatta senza i docenti titolari che poi andranno nelle classi. Questo a discapito degli studenti. Come ogni anno, ci troviamo a dover aggiustare il tiro in corsa».
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