Roma, 9 set. (TMNews) – L’oro, una manna dal cielo: responsabili
della presenza sulla Terra di questo e altri materiali preziosi
potrebbero essere in gran parte i meteoriti, secondo uno studio
dell’università britannica di Bristol pubblicato dalla rivista
scientifica “Nature”.
Secondo i modelli teorici più accreditati della formazione del nostro pianeta infatti l’oro e gli altri metalli preziosi (materiali “siderofili”) avrebbero dovuto essere attirati dal ferro liquido sprofondato verso il centro della Terra, lasciando la crosta formata quasi interamente da silicati (minerali presenti oggi per il 97%): questo spiegherebbe la rarità della presenza vicino alla superficie delle vene aurifere, che tuttavia è da dieci a mille volte superiore a quella prevista dalla teoria.
Tra le spiegazioni proposte vi è quella di un “bombardamento”
meteorico avvenuto dopo la formazione della crosta – circa 4
miliardi di anni fa – che avrebbe aggiunto al nostro pianeta
dallo 0,5% all’1% della massa, ivi compresi gran parte dei
metalli rari rimasti a quel punto fuori dalla portata del ferro
liquido. Lo studio ha analizzato la presenza di un isotopo raro
del tungsteno, costante quasi dappertutto ma che risulta più
bassa nelle zone più antiche del pianeta, evidentemente sfuggite
al bombardamento.
Mgi
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