Gioco erotico finito male a Roma: derubricata accusa per 42enne

Roma, 10 set. (TMNews) – È cambiata l’accusa nei confronti del 42enne coinvolto nel tragico gioco erotico in cui questa notte, in un garage dell’Agenzia delle entrate di Roma ha perso la vita una studentessa di Lecce. Il capo d’accusa che pende sull’uomo, per cui sono state chieste le misure cautelari, è quello di omicidio preterintenzionale e non più omicidio volontario con dolo eventuale.

Per quel che riguarda invece l’altra giovane coinvolta nel gioco erotico, ora ricoverata all’ospedale Sant’Andrea, l’accusa per l’ingegnere è di lesioni personali.

I tre si erano incontrati per un aperitivo . Teatro della tragedia il garage aperto al pubblico in via di Settebagni, in zona Bufalotta. Era proprio qui che lavorava come usciere la ragazza 23enne sopravvissuta al gioco erotico.

Sul luogo della tragedia, in mattinata sono arrivati gli uomini della squadra mobile che hanno avviato gli accertamenti. Secondo quanto ricostruito le due ragazze erano legate insieme per il collo e la corda che le teneva unite era stata fatta passare intorno ad un tubo del soffitto, in modo che i corpi facessero da bilancia. Un gioco erotico giapponese, lo Shibari, che consiste nel provocare una leggera asfissia per stimolare l’orgasmo.

Durante questo gioco una delle due giovani sarebbe svenuta e l’altra, a causa del peso, è rimasta impiccata. A chiamare il 118 è stato, intorno alle 5,45, proprio l’ingegnere romano, non sposato, a quanto pare appassionato di tecniche del genere.
L’uomo avrebbe legato le due giovani con cui, secondo le prime ricostruzioni, si era già incontrato ed aveva condotto simili esperienze in passato. L’uomo ha raccontato che le due ragazze stavano al gioco, poi finito male, mentre nella sua macchina sono state trovate alcune corde ed un kit completo di ‘sex toys’.

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