«Quel fuoco sul Varese che fa bene»

Più che dell’arrivo di (oggi a metà giornata il Sassuolo lo girerà al Varese dopo avere chiuso per un attaccante che considera, chissà perché, più forte di Leo) o della partenza del tristissimo (lui non ha mai creduto in noi e noi mai in lui), resta negli occhi quell’ultimo quarto d’ora di fuoco biancorosso sul Modena.

È servita la carica degli uomini sporchi, cattivi o sul punto d’essere ceduti, come sempre – da a – , per aizzare l’anima della gente e inchiodare al muro, seppur in dieci, gli ospiti.

È servito («Ha acceso la fiamma che è in noi e per questo lo togliamo dal mercato. Quello che s’invola e salta l’uomo può essere lui» annuncia il ds . Ben detto), è servito («Ha sbagliato qualcosa ma poi con due corse da cammello ha liberato il Franco Ossola»), è servita perfino l’espulsione di («Quando va alla carica palla al piede si trascina dietro tutti: sprizza voglia di vincere»). È servito l’atteggiamento dello stadio: «Mi tengo questi 2800 tifosi (Varese a fine agosto è come Milano: mezza deserta) – aggiunge Milanese – senza

andarne a rincorrere mille in più, se si caricano sulle spalle la squadra come sabato e buttano dentro un gol. Succede perché sia nel primo tempo di Cesena che nel secondo con il Modena abbiamo mostrato un’identità e nessuno ha mandato al diavolo i compagni, anche se lo spirito feroce e l’odore del sangue dei momenti brutti dovremmo gettarli in campo anche all’inizio, quando facciamo girare bene la palla e siamo tanto belli, ma forse non così cattivi. E lo spirito di un gruppo si forma prima con la cattiveria che con la bellezza».

Il presidente , tifando in mezzo ai ragazzi della curva, ha detto che dietro pista e velodromo si vede poco e male… «Una soluzione c’è – s’illumina Milanese – ed è quella di portare la curva dietro la porta: una struttura in tubolari costa come un bravo giocatore, diciamo 200mila euro, ma rende al Varese ameno sette-otto punti in più a campionato. Chiediamo un regalo a … Laurenza anche tra 10 anni verrebbe ricordato come quello che ha portato in campo la Nord».

Appuntamento solo per oggi al mercato (chiude alle 23)? «Volete farmi dire se prenderemo anche un terzino o un centrocampista alla ? No, perché il Varese vive di scommesse da crescere e da vincere che poi negli anni gli permettono di autofinanziarsi prima che di risultati eclatanti e bei nomi. E non tarperà le ali a , che ha i piedi alla e può prendere in mano la squadra, o a (se dorme, al massimo ci penserà ) o a se oggi andrà al Sassuolo».

? «Il Sassuolo me ne ha parlato, è una mezz’alta destra tra le cinque più forti della B. Numericamente lì siamo a posto». Ma le vie del Signore, all’ultimo giorno di mercato, sono infinite.

Resta il passaggio di al Lecce («Già sentivo i fischi di Masnago piovere su di lui nelle prossime 20 partite: non ha capito Varese e viceversa, non si poteva andare avanti») in cambio del baby . E l’addio forse più pesante: quello del dal bar dello stadio. «Mi spiacerebbe se accadesse e mi darebbe nostalgia. Perderemmo un po’ quello che eravamo e che siamo. È una di quelle sette o otto facce del Varese conosciute da tutti».

ANDREA CONFALONIERI

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