Sulla riforma della Giustizia la Lega Nord di Varese si schiera con i Radicali. E invita i cittadini a firmare per i referendum proposti da Marco Pannella.
«Una firma per garantire a tutti noi cittadini l’esercizio della vera democrazia, quella del referendum» è il commento del segretario provinciale della Lega Nord di Varese Matteo Bianchi, dopo la firma ai quesiti dei Radicali di Pannella.
Non tutti però sono stati siglati: Bianchi, e con lui diversi altri esponenti della Lega varesina, hanno apposto la propria firma solo su quattro dei 12 referendum suddivisi nei due “gruppi” Giustizia e Diritti umani.
«La firma è stata apposta in quello che riguarda i magistrati fuori ruolo per fare rientrare nei Tribunali quelli dislocati ai vertici della Pubblica amministrazione – spiega il segretario -, in quello relativo alla responsabilità civile, perché i cittadini possano ottenere dal magistrato il risarcimento danni; per la separazione delle carriere dei magistrati tra giudice giudicante e pm e infine quello per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. In questo senso la Lega si sta strutturando per camminare con le proprie gambe».
Una scelta ponderata dunque e non la sottoscrizione “tout court” di ogni quesito: «Alla base ci sono considerazioni che ci distinguono profondamente dal leader del Pdl Berlusconi e dai suoi sostenitori – commenta – poniamo l’accento sulla questione giustizia, ma non accettiamo la limitazione della custodia cautelare e cioè il carcere preventivo ai soli reati gravi, così come siamo contrari all’abolizione dell’ergastolo».
Matteo Bianchi non entra nel merito di 8 per mille (ovvero lasciare allo Stato le quote di chi non esprime scelte), divorzio breve e nessun carcere per lievi reati di droga, «si tratta di temi che rientrano nella sfera della libera sensibilità personale», ma si dice risolutamente contrario al referendum sul tema dell’immigrazione, ovvero quello che chiede l’abrograzione delle norme che ostacolano l’ingresso dei clandestini.
«In pratica si chiede l’abolizione della legge Bossi-Fini, una cosa inaccettabile – conclude Bianchi – noi vogliamo anzi che tale legge venga ulteriormente inasprita e soprattutto applicata, procedendo con l’espulsione di tutti gli irregolari e di chi non dimostra di avere un lavoro per il proprio mantenimento economico. Credo che una firma ragionata a questi referendum possano offrire ai cittadini l’occasione rara di una democrazia partecipata, come avviene nella vicina Svizzera».
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