È entrato nel vivo il processo nei confronti di una donna accusata di aver utilizzato senza autorizzazione il bancomat appartenente a una persona vicina di casa della sorella, effettuando una serie di acquisti in diversi esercizi commerciali della provincia di Varese.
L’udienza si è svolta oggi davanti al giudice monocratico Davide Alvigini. In aula è stato ascoltato il carabiniere che ha coordinato le indagini avviate dopo la denuncia presentata dalla presunta vittima.
Acquisti per meno di 300 euro
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra il 2023 e il 2024 sarebbero stati eseguiti diversi pagamenti con la carta bancomat, per un importo complessivo inferiore ai 300 euro.
Le spese contestate riguardano principalmente acquisti effettuati in supermercati di Varese e Venegono Inferiore.
A indirizzare le indagini sarebbe stata, tra gli altri elementi, l’associazione tra i pagamenti eseguiti con la carta e una tessera fedeltà utilizzata durante gli acquisti, circostanza che avrebbe consentito agli investigatori di ricostruire i movimenti contestati.
L’episodio dal parrucchiere
Tra i fatti oggetto del procedimento figura anche un pagamento di 28 euro effettuato in un salone di parrucchiere di Castiglione Olona.
Secondo l’accusa, gli accertamenti avrebbero permesso di risalire anche al numero di telefono utilizzato per fissare l’appuntamento, elemento ritenuto utile per collegare la prenotazione alla persona finita sotto processo.
Su questo aspetto è stata ascoltata in aula anche la titolare dell’attività commerciale.
L’accusa e la linea difensiva
Alla donna viene contestato il reato di indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti, previsto dall’articolo 493-ter del Codice penale.
Il procedimento è stato aggiornato al prossimo 14 dicembre, quando sarà sentita anche la persona che ha presentato la denuncia.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Fabrizio Bini, ha già annunciato l’intenzione di chiedere l’applicazione dell’articolo 131-bis del Codice penale, che consente di escludere la punibilità nei casi di particolare tenuità del fatto, considerando il limitato valore economico delle spese contestate.













