G7/ Tremonti: Questa crisi è storica e non semplicemente ciclica

Roma, 10 set. (TMNews) – Dopo diversi anni dal suo inizio, è ormai giunto il momento di riconoscere la crisi globale come un evento di portata storica, che ha radici profonde. Nel suo intervento al G7 della Finanze a Marsiglia, il ministro del’Economia Giulio Tremonti si è soffermato su tre punti principali. “Il primo è che in questi anni non è stata definita una distinzione tra crisi storica e ciclo economico”. E

non è mancata una citazione storica. “In omaggio alla Francia ho fatto l’esempio di re Luigi XVI, che pensava di essere di fronte ad una rivolta e invece gli dicono: ‘no, è una rivoluzione’. Lui continua a comportarsi come se fosse una rivolta e alla fine gli tagliano la testa”. Oggi avviene qualcosa di simile quando guardando alla crisi globale “si utilizza un linguaggio più da ciclo economico che da crisi storica”.

Il secondo aspetto trattato nell’intervento, è che indipendentemente dai fattori che hanno scatenato la crisi, la sua causa profonda risiede “in 20 anni di globalizzazione – ha proseguito Tremonti – certo ci sono stati i mutui subprime, ma sono stati un incidente che ha attivato meccanismi strutturali profondi. In questa globalizzazione ci sono stati 20 anni di eccessi di finanze e di debiti” magari per finanziare squilibri commerciali con i nuovi paesi emergenti. Debiti che “spesso sono stati come dare alcool ad un alcolizzato”: hanno peggiorato il quadro. Tra questi eccessi sulle finanza Tremonti ha citato i salvataggi sulle grandi banche effettuati senza riorganizzarle.

Terzo aspetto dell’intervento, “in un mercato globale le regole non possono essere locali”, ha avvertito Tremonti. Un aspetto su cui da anni il ministro è personalmente impegnato con una iniziativa, battezzata ‘global standard’, in cui con il coinvolgimento dell’Ocse si punta a trovare parametri regolamentari comuni da armonizzare a livello globale.

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