Telecamera in bagno a scuola Due anni a un prof varesino

Telecamera in bagno a scuola Due anni a un prof varesino

VARESE Ugo Schiaffino, varesino 73 anni, è stato condannato a due anni di reclusione (con rito abbreviato) dal giudice monocratico Ottavio D’Agostino. La sua colpa? Quella di aver nascosto una telecamera nel bagno della scuola superiore in cui insegnava matematica. Tentando così di riprendere chi (soprattutto se di sesso femminile) utilizzava il locale per i propri bisogni.

Ex ingegnere dell’Aermacchi, Schiaffino nel 2009 (quando era già in pensione) lavorava come docente in un piccolo istituto professionale cittadino (dal quale venne allontanato dopo il “fattaccio”). Secondo l’accusa, aveva piazzato un occhio indiscreto sotto il portasapone dei servizi che, in quella scuola, vengono utilizzati tanto dagli studenti (maschi e femmine), quanto dai professori e dai bidelli.

Fu proprio una ragazza ad accorgersi di quell’aggeggio che le inquadrava parti del corpo che invece avrebbero dovuto restare segrete. Sconvolta, lanciò un urlo, scappò in classe e scoppiò in lacrime. Alla crisi assistette anche Schiaffino che corse subito al bagno. Secondo le testimonianze, questi avrebbe ammesso di essere il proprietario della web-cam, ma avrebbe anche detto di averla dimenticata lì inavvertitamente. Subito dopo fece sparire il congegno.

Manca, insomma, quella che si potrebbe definire come l'”arma del delitto”. Per questo il giudice non lo ha potuto riconoscere colpevole di aver ripreso le ragazze: in teoria, la telecamera avrebbe potuto essere anche spenta o addirittura guasta. Inoltre manca anche il supporto informatico (un hard disk, ad esempio) sul quale i video avrebbero potuto essere immagazzinati.

Nel corso delle indagini, a casa del professore vennero trovati 14 portafotografie con una sequela di immagini. Tra queste, anche diversi nudi e immagini di donne immortalate dal basso e da dietro.

Il giudice D’Agostino ha anche riconosciuto un risarcimento danni (sotto forma di provvisionale immediatamente esecutiva) pari a cinquemila euro alla ragazza che scoprì la telecamera. Negato, invece, un analogo risarcimento domandato da altre due allieve: D’Agostino ha giudicato immotivata la richiesta.

e.marletta

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