Permessi malattia e di invalidità A Varese li aspettano in duemila

Permessi malattia e di invalidità A Varese li aspettano in duemila

VARESE Pensate a cosa significa avere un parente, magari un genitore o un coniuge, malato di tumore. Doverlo accompagnare a fare la chemioterapia, ma non avere il permesso lavorativo retribuito.
Sono in duemila in provincia di Varese in attesa di ricevere dall’Inps il modulo della legge 104 o il verbale dell’assegno di accompagnamento di invalidità.

Documenti importanti, la cui assenza complica la vita, già difficile, di famiglie in cui è presente un malato grave o un invalido.
Paolo Sturiale, presidente del comitato provinciale dell’Inps, giustifica così i ritardi: «Colpa del passaggio di competenze tra Asl e Inps. Prima era Asl a tenere i documenti cartacei. Dopo l’ottobre 2010 le cose sono cambiate. Adesso l’Asl ci sta mandando le pratiche. E noi dell’Inps, poco alla volta, le stiamo spedendo ai destinatari. Siamo preoccupati per i ritardi e stiamo facendo il possibile per risolvere il problema».

Si tratta, quindi, di lungaggini burocratiche che derivano da una riorganizzazione di compiti tra i due enti. Nel 2010, passando le competenze da Asl e Inps, sono stati fatti alcuni passi nella direzione della maggiore semplificazione e della informatizzazione. In questa fase, però, ci sono delle pratiche che devono essere smaltite. L’Inps, inoltre, sta

richiamando gli iscritti per verificare l’invalidità e assicurarsi che esistano le condizioni per aver diritto all’assegno di accompagnamento. Il modulo della legge 104 è un documento che consente a lavoratori dipendenti, del pubblico e del privato,  di avere fino a tre giorni di permesso retribuito al mese per assistere parenti malati o invalidi.

Si tratta di un permesso indispensabile per chi è costretto ad assentarsi dal lavoro per accudire persone che non deambulano, che sono allettate o che devono sottoporsi a terapie. Senza il verbale, l’azienda infatti non può retribuire i giorni spesi nell’assistenza. Lo stesso permesso può essere richiesto da persone in situazione di disabilità grave che lavorano come dipendenti. A cui spettano due ore al giorno o tre giorni al mese di permesso, anche frazionabili in ore.

I telefoni dell’Inps sono roventi. La mancanza di documentazione, infatti, è vissuta con molta ansia e tensione. «Continuano a telefonare malati oncologici, invalidi, aziende. Sono tutti preoccupati per i ritardi – spiega Sturiale – Stiamo però smaltendo il carico. Fino a quaranta giorni fa avevamo novemila giacenze che adesso sono diventate duemila. Abbiamo spedito le comunicazioni che fanno riferimento al mese di maggio. Prossimamente manderemo giugno, luglio e agosto. Siamo in ritardo tre mesi sulla tabella di marcia, ma stiamo facendo tutto il possibile per risolvere il problema. Abbiamo fatto riunioni a bizzeffe. Abbiamo aumentato il numero di uffici e coinvolto i patronati».
Adriana Morlacchi

s.bartolini

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google