Si chiamano e . Sono due genitori albanesi di 31 e 24 anni e hanno già ricevuto tre avvisi di sfratto dall’appartamento al piano terra della palazzina di via Calcinessa 36, nella quale vivono in affitto. Un problema aggravato dal fatto che la coppia ha Patroclus, di due anni e mezzo e Alessia, una bimba che dovrebbe nascere il 24 dicembre.
Il numero di famiglie che – come Hekuray e Bukurosne – rischiano lo sfratto è in aumento in città. Di contro, gli alloggi del Comune temporanei e abitabili sono tutti pieni.
«Il problema a monte di tutto è la mancanza di reddito, dovuto all’assenza di opportunità di lavoro» dice, assessore alla Famiglia.
Anche per i due albanesi è stato così. Hekuray è arrivato in Italia nel 2001 e ha lavorato come muratore fino a un anno e mezzo fa. Poi la ditta di Luino per cui lavorava è fallita, lasciandolo disoccupato. Bukurosne, la moglie, si è sempre arrabatta facendo lavoretti. È andata nelle case private a fare le pulizie fino al nono mese di gravidanza, ma adesso la pancia si è abbassata e la nascita della piccola Alessia è imminente. Lo stress dovuto allo sfratto di certo non la sta aiutando.
«Facciamo appello a tutti i varesini – dice il papà albanese – Gli assistenti sociali ci hanno detto di iscriverci nelle liste per cercare di avere un appartamento di edilizia convenzionata. Lo abbiamo fatto, ma non sappiamo a che punto siamo in graduatoria. E, in ogni caso, dobbiamo tirare ancora qualche mese prima di poter entrare in quegli appartamenti. Posso chiedere alla proprietaria dell’immobile di avere ancora un po’ di pazienza, ma devo darle i soldi che le spettano. Non chiedo carità, ma la possibilità di lavorare. Sono un piastrellista, un imbianchino, faccio ogni tipo di lavoro edile».
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