Un pranzo in famiglia Le ultime ore di felicità prima della tragedia

Un pranzo in famiglia 
Le ultime ore di felicità
prima della tragedia

Era stato a pranzo dal figlio Manuel. La vita di Gian Piero Gambarini si è spezzata sulla provinciale che congiunge Gazzada con Lozza mentre tornava da una visita al figlio. Stessa sorte per Giacomina Molteni, che è salita a bordo della Kia sorridente, felice per essere stata un po’ di tempo con il nipote. E non è mai tornata a casa.

È la ex moglie di Gian Piero, Luisella Orsi, a raccontare in quale contesto si è consumata la tragedia di sabato pomeriggio. Una tragedia ancora poco chiara nella dinamica dell’incidente, «perché è impossibile che la Kia si sia ribaltata in quel modo dopo un tamponamento» dice Luisella.

Ma torniamo a quel pomeriggio. Manuel e la moglie Veronica, sposati da un anno, avevano organizzato un pranzo nella loro casa di Morazzone. Per Veronica, giornalista originaria dell’America Latina, Gian Piero e Giacomina erano come suoi parenti. Tutti e quattro insieme avevano trascorso qualche ora lieta. Si erano alzati da tavola con l’augurio di ripetere il pranzo prima di Natale.

Gian Piero, a quel punto, ha fatto salire a bordo della Kia Giacomina con l’intenzione di accompagnarla a casa, a Venegono Inferiore. Gian Piero – stando a quanto raccontano gli amici del Circolo – non amava guidare e faceva sempre lo stesso tragitto con l’auto. Abitava a Gazzada Schianno, in via Roma, sopra il Bar 44 e si recava una volta alla settimana della madre a Vengono Inferiore, passando da Morazzone per vedere Manuel. Il primo a rendersi conto che qualcosa di strano dovesse essere accaduto è stato Enrico, il fratello più giovane di Giacomina. Era andato a prenderla per accompagnarla alla messa delle 18, come faceva tutti i giorni, e non l’aveva trovata in casa. Cosa mai successa prima. La più terribile delle conferme è arrivata intorno alle 19.

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google