Busto Arsizio, nessuno sconto per lo slavo che ha ucciso il vigile

Busto Arsizio – «Fuori dalle balle!», Adraino Unfer, leghista bustocco della prima ora, non modera le parole e non usa mezzi termini: «Goico Jovanovic ha commesso un omicidio volontariamente: di gente così in Italia non abbiamo bisogno. E invece ci ammantiamo di falso buonismo; uno che ammazzo un vigile urbano a sangue freddo, senza battere ciglio e poi fugge sino in Ungheria e a momenti la fa franca non merita nulla: deve essere buttato al di là dei nostri confini».

Sul versante opposto Valerio Mariani, consigliere comunale di centro sinistra: «Non dobbiamo fare di tutta un’erba un fascio – spiega – Questa persona è un criminale a prescindere dalla sua nazionalità. E di criminali stranieri e italiani, purtroppo, sono piene le nostre carceri. Ciò di cui abbiamo bisogno non è una pulizia dagli stranieri, ma la certezza della pena. Quest’uomo ha commesso un’azione che la società deve condannare: deve essere messo di fronte alle proprie responsabilità e pagare il suo debito sino in fondo. Questo sì: senza nessuno sconto di sorta». Goico Jovanovic è il giovane serbo di 25 anni alla guida del Suv che quattro giorni fa ha travolto e ucciso a Milano Nicolò Savino, agente della polizia locale, insieme ad un connazionale (sarebbe il suo datore di lavoro) attualmente ancora ricercato. Jovanovic è stato fermato l’altro ieri in Ungheria dall’Interpol; il giovane era residente a Borsano; a suo carico ci sono una serie di precedenti per truffa tutti messi a segno nel milanese.

A Busto, pare, il ragazzo vivesse e basta. «Chiediamoci perché noi abbiamo più stranieri degli altri – incalza Unfer – Perché qui possono fare quello che vogliono. Vieni a casa mia? Devi rispettare le mie regole. E invece no, fanno quello che vogliono, spariscono nel nulla e c’è chi li difende. Per interessi politici permettiamo

a queste persone di fare ciò che vogliono. I falsi buonisti sono costantemente in campagna elettorale e chi paga siamo noi, i cittadini normali: il vigile urbano ucciso mentre stava lavorando, quello che si trova una pistola puntata addosso per rapina. Io dico: fuori dalle balle. E se questo significa essere razzista, allora lo sono».

Mariani parla invece di «società globale, con tanti stranieri che si integrano. Io credo che dovremmo avere leggi certe per tutti. Qui, invece, le regole valgono soltanto per alcuni e non parlo degli stranieri. Davvero basta generalizzare: Milano ha reagito in modo civilissimo all’accaduto. Io credo che Busto, che spesso si vanta di essere grande città, abbia molto da imparare dal comportamento milanese. Si tratta di un’azione criminale; straniero o no non centra. Non aggrava l’accaduto: cosa dovremmo fare, allora, all’italianissimo comandante della Costa affondata all’isola del Giglio?».

Chiude la diatriba l’assessore alla Sicurezza Claudio Fantinati: «E’ un atto di una gravità folle – commenta – Non credo che si debba badare alla nazionalità. Piuttosto chiediamoci dove stiamo andando visto che episodi simili, per fortuna differenti negli esiti ma che indicano la stessa noncuranza nei confronti della vita altrui, si verificano sempre più di frequente».

p.rossetti

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