VARESE I 698 investitori che chiedevano un risarcimento sono rimasti con un palmo di naso. Perchè il crac da 116 milioni di euro dell’Opengate Spa con sede a Malnate (dichiarata fallita il 4 novembre 2003) non fu provocato da manovre fuorilegge dei suoi amministratori. Bensì dalle spietate leggi del mercato che hanno punito duramente un’azienda cresciuta a dismisura sull’onda della new economy, fino a scoppiare come una bolla di sapone.Nel pomeriggio il giudice
per l’udienza preliminare Cristina Marzagalli ha prosciolto i componenti del Cda dai reati di bancarotta semplice e bancarotta fraudolenta (in molti casi i reati erano già caduti in prescrizione) in riferimento alla Opengate Group Spa.Rest ancora in piedi un’accusa di bancarotta fraudolenta. Solo però in relazione alla Addventure spa che, fallita prima della “casa madre” Opengate, nulla ha che fare con il buco multimilionario. Il gup ha rinviato a giudizio gli amministratori.
e.romano
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