VARESE Dopo sette mesi di chiusura, a fine gennaio riaprirà L’Angolo di Cielo. Il locale di via Sacco che era stato dato alle fiamme nella notte tra il 20 e il 21 maggio, in un atto vandalico rimasto ancora senza un perché.
Il locale sarà dipinto con tonalità di colore più chiare rispetto al passato. «Ho voluto lasciare più bianco per dare un’idea maggiore di luce – spiega Weiwei – Per l’arredamento sono ancora indeciso, ma l’impressione entrando sarà quella di entrare in un locale diverso da quello che era prima».
Cambiare arredamento è una scelta che segna la discontinuità con il passato, come a voler chiudere un capitolo doloroso, in cui il bar è stato bersagliato da atti vandalici e lamentele sul vociare notturno.
Ora Weiwei dice di essere contento, «ci sono ancora questioni burocratiche da risolvere, ma spero comunque di essere vicino alla fine di tutta questa vicenda».
Nonostante il cartello sulla vetrina preannunci la riapertura, Weiwei preferisce andare con i piedi di piombo. «Perché fino a quando non si arriva alla riapertura è meglio non cantare vittoria».
Ma una cosa è certa, il giorno dell’inaugurazione gli amici non mancheranno. Erano stati proprio loro i primi a dare una mano a Weiwei aiutandolo a sistemare il bar già il giorno successivo all’incendio. Lo avevano aiutato a togliere i mobili bruciati e a rimuovere gli oggetti rovinati dal fuoco. Avevano anche appeso un cartello rivolto a chi aveva appiccato le fiamme, con scritto «non ci fermerete». «Festeggeremo la riapertura con una festa – assicura Weiwei – Appena sarò in grado di definire un giorno comunicherò la data dell’inaugurazione».
La riapertura del bar si somma a un’altra grande vittoria registrata nei mesi scorsi. Quella del giorno in cui il tribunale di Varese ha accolto la richiesta dell’avvocato di Weiwei, dando ai proprietari dei muri l’obbligo di procedere alla ristrutturazione. Si perché i lavori di messa in sicurezza e ristrutturazione, dopo il raid vandalico di maggio, erano rimasti bloccati dal fatto che la società proprietaria dei muri non aveva dato l’avvallo. Questo fino alla sentenza a favore dei gestori.
Adesso la speranza di Weiwei e dei suoi amici è che inizi una stagione più fortunata per L’Angolo di cielo. Che il bianco delle pareti, nel suo richiamo alla luce, porti bene.
Anche se Weiwei ha già dalla sua parte la cosa più importante: l’affetto dei suoi clienti. Quando si dispone di un bene così grande, tutto il resto viene da sé.
s.bartolini
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