“Maledizione bici” a Varese Tra buche e ladri di due ruote

“Maledizione bici” a Varese
Tra buche e ladri di due ruote

La maledizione delle due ruote colpisce Varese. I ciclisti varesini sono afflitti da un duplice dramma: la paura di non ritrovare più la bici dopo che la si è parcheggiata e quella di finire dentro una buca e dire addio ad almeno un cerchione.

Il numero dei ciclisti in città (da non intendersi solo chi pratica lo sport nel tempo libero, ma chi usa la bicicletta regolarmente come mezzo di trasporto) si è decimato negli ultimi anni. Non perché siano stati tutti vittime di incidenti, come qualche automobilista starà sicuramente pensando, ma perché non hanno più una due ruote con cui spostarsi. I furti di biciclette hanno toccato un po’ tutti.

Non esiste posto sicuro in cui lasciarla parcheggiata e nessun lucchetto che tenga: i ladri sono determinati e ben forniti degli attrezzi del mestiere.

Bastano pochi minuti, anche in pieno centro città, per rischiara di non ritrovare più la bicicletta dove la si aveva attentamente legata. «Io l’avevo addirittura lasciata teatro», racconta, direttore dell’Apollonio. Quale luogo è più lontano dall’immaginazione di un ladro se non quello in cui si fa della cultura?

«Eppure non l’ho più ritrovata. L’avevo comprata per fare delle uscite sportive, ma pian piano avevo adottato la filosofia delle due ruote e l’adoperavo anche per gli spostamenti in centro, per andare al lavoro. L’ho parcheggiata un sabato sera a teatro e il lunedì mattina era sparita». Di casi come questo se ne contano a centinaia, anche se risalire ad un dato certo non è facile perché i furti di biciclette tendenzialmente non vengono denunciati. Privati delle due ruote, molti varesini hanno rinunciato a comprarne una nuova, dando così una prima sfoltita al numero di ciclisti presenti su strada. A dare il colpo di grazia alla categoria ci stanno pensando le buche.

Sono concentrate a bordo strada, vere e proprie voragini, impossibili da evitare. Le buche sono il secondo dramma dei ciclisti a Varese, forse più temute anche più dei furti. Non c’è asfaltatura che tenga, a lato delle carreggiate, proprio dove i ciclisti viaggiano in “sicurezza”: l’asfalto è ridotto ad un gruviera. Non è neanche più possibile fare una ‘mappa delle buche’ pericolose. Ce ne sono ovunque.

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