VARESE Aumenta il prezzo del gasolio in Svizzera proprio nei giorni in cui in Lombardia, nelle zone di confine, si parla di introdurre una carta sconto regionale sul diesel. Tale carta dovrebbe assicurare uno sconto sui carburanti non più fisso come oggi, ma flessibile, in modo che il costo alla pompa sia pari o inferiore a quello applicato dalle stazioni di servizio elvetiche. A Mendrisio, alla pompa “minor prezzo”, il diesel ieri era venduto a 1,57 euro al litro. In Italia, alla pompa bianca di Buguggiate, a 1,65 euro al litro (prezzo servito). Oltreconfine, a Stabio, il diesel ieri costava 1,95 franchi al litro (pari a 1,58 euro).
Questo significa che rifornendo il proprio veicolo oltreconfine ieri si risparmiavano 7 centesimi al litro (circa 3 euro su un pieno di 50 litri).
E le cose non cambiano molto se si considerano i prezzi del diesel in altri distributori di Varese. Eni ieri lo vendeva a 1,68 al litro (al fai da te). Shell a 1.67 euro (servito). Tamoil a 1,75 al litro (servito). «E’ vero che il diesel svizzero non conviene a chi parte da Varese e va dall’altra parte della frontiera apposta per fare il pieno. Ma le persone non considerano il tempo
e il costo tragitto e guardano solo la somma che riporta lo scontrino – dice Matteo Belcaro, dipendente della pompa bianca di Buguggiate – Lo dimostra il fatto che io ho clienti che fanno 20 chilometri pur di venire da me per rifornirsi a un prezzo inferiore. La carta sconto per il diesel mi sembra una buona idea perché incentiva a fare il pieno in Italia, non perché porta un risparmio così evidente».
Secondo uno studio dell’Unione federale svizzera e dell’Unione petrolifera sembra che il 10% della benzina venduta in Svizzera sia acquistata da automobilisti stranieri.
«Se così tante persone vanno in Svizzera a fare il pieno è colpa dell’informazione che ha sottolineato con forza la differenza di prezzo, mettendo in luce il risparmio – continua Alessandro Gallivanone del distributore Agip di Malnate – Il costo inferiore del diesel svizzero, però, si è avuto solo rialzo delle accise italiane. Adesso il divario si è assorbito. Non c’è motivo di andare a fare il pieno in Svizzera, anche come italiano moralmente non me la sentirei. Detto questo, benvenuta la carta sconto. Tutte le iniziative che possono portare più clienti sono ben accette».
«Noi aspettiamo questa tessera come una mano dal cielo. Fino a due o tre anni fa, in dodici mesi, vendevo 14 milioni di litri di carburanti – continua Sebastiano Granata del distributore Tamoil brughiera ovest di Castronno – Adesso in un anno ne vendo 9 milioni (di cui un milione e mezzo è gpl). In sostanza ho perso quasi il 50% delle vendite. Da quando sono subentrate le accise vendo 17 mila litri al giorno al posto di 35. Se già io che non sono vicinissimo alla Svizzera avverto in modo così forte il calo delle vendite, immagino quello che stanno vivendo i distributori vicini al confini».
«Speriamo che attivino il prima possibile questa carta – dice Luigi Bonifacio del distributore Eni di via Gasparotto, a Varese – Nel frattempo noi siamo qui a vedere le ragnatele che si formano nei nostri distributori, mentre tutti vanno in Svizzera».
s.bartolini
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