I taxi invadono il centro di Varese Proteste e clacson contro Monti

VARESE Cinquanta auto bianche hanno invaso piazza Mote Grappa nel giorno della protesta dei tassisti.

Un lungo corteo che si è snodato a colpi di clacson da Malpensa al centro. Si sono poi riuniti in assemblea intorno alla fontana di piazza Monte Grappa, provenienti da tutta la provincia, e hanno ascoltato il loro portavoce. È stato Massimo Campagnolo a spiegare i dettagli del decreto liberalizzazioni varato dal Governo. Una serie di norme per favorire la concorrenza nel settore e che, tutto sommato, è stato recepito positivamente dai sindacati. Un po’ meno dai tassisti. «Nella bozza che noi abbiamo e che non è il testo definitivo del provvedimento del governo, ci sono grosse contraddizioni interne – ha detto Campagnolo – Prima si dice no al cumulo delle licenze e poi si parla di una licenza part-time. Questo potrebbe significare un’altra macchina e altri costi di gestione oppure no». E poi l’authority, che è «una mannaia che si abbatte sulle Regioni e i Comuni». «Per noi – ha aggiunto – è importante conoscere i contenuti del decreto, cosa che ancora non conosciamo». Incertezza anche sulla questione del cumulo delle licenze.

E la protesta non vuole placarsi. «In ballo c’è il nostro futuro – hanno detto – Questo Governo continua a colpire i poveri ma non i ricchi». Quella che in molti definiscono casta, a detta della categoria «non ha nulla a che fare una una lobby di ricchi. A meno che non si intenda una serie di persone piegate dalle tasse da pagare, dalle assicurazioni auto stellari, dall’aumento del 27% del carburante».

Uscite che non vengono compensate dalle tariffe stellari a cui viaggiano. Sessantacinque euro per fare la tratta Varese-Malpensa, novanta euro dallo scalo aeroportuale a Milano. «Non è sempre così – specificano – ci sono giorni che ce ne stiamo parcheggiati senza clienti, per fare magari solo una corsa da una decina di euro». Eppure, i tassisti varesini non cambierebbe il “sistema Lombardia” con nessun altro.

Le tariffe vengono stabilite dal Pirellone e i tassisti (36 le licenze attive nella sola città di Varese) possono lavorare in 42 Comuni della provincia. «Meglio di così – insiste – La Regione ha fatto anche un documento da mandare a Roma, in cui spiega le caratteristiche della gestione esemplare del servizio lombardo. Speriamo che tutto si concluda positivamente».
Valentina Fumagalli

s.bartolini

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