VARESE Se saltasse la Lombardia, al Pdl salterebbero i nervi. E con questi, tutti gli enti locali a guida di coalizione, a partire da Varese. Le “minacce” di Umberto Bossi dal palco di Milano – «Silvio o fai cadere il governo o noi facciamo cadere la Lombardia» – vengono stigmatizzate dai pidiellini anche a livello locale.
C’è chi prende come seria questa posizione, e chi la liquida pensando sia «ridicolo» porre condizioni di questo tipo durante un comizio in piazza. Ma in entrambi i casi gli uomini del partito di Berlusconi mettono le cose in chiaro: se l’alleanza finisce a livello regionale, l’effetto domino non si farà attendere.
Specialmente in realtà come Varese, dove la Lega esprime il sindaco Attilio Fontana ma il Pdl vanta ancora la maggioranza relativa. «Non posso prendere in considerazione questa “minaccia” – commenta il segretario provinciale e consigliere regionale Rienzo Azzi – per il semplice motivo che finora non ci sono condizioni o richieste ufficiali poste su un tavolo politico. Non commento boutade lanciate durante una manifestazione. Ne riparleremo se ci sarà un incontro tra le nostre due segreterie nazionali».
E poi Azzi rimprovera preventivamente la Lega: «Posso anche trovarmi d’accordo quando dicono che questo governo non stia agendo nel migliore dei modi. Proprio per questo mi chiedo se loro vogliamo portare un commissario tecnico anche in Lombardia».
A livello cittadino, il presidente del consiglio comunale Roberto Puricelli, tra i fondatori nel ’94 di Forza Italia a Varese, non riesce a trattenere una frecciata: «Ma come? – dice – proprio i leghisti che si richiamano a un modello nordeuropeo, finiscono per utilizzare questi metodi in stile meridionale e mediterraneo?». E poi, serio, aggiunge: «È ovvio che nel momento in cui facessero senza motivo saltare un’amministrazione regionale, che sta operando bene, venendo meno al patto di buona amministrazione che ci tiene uniti a livello locale, lo stesso accadrebbe in tutti gli enti locali dalla regione in già. Varese compresa».
Alleato (ex o attuale, perché non si capisce) avvisato, alleato mezzo salvato.
La verità forse sta nel mezzo. In fondo, dopo che Roberto Formigoni ha annunciato di volersi presentare alle primarie per fare il candidato premier del Pdl, si fa strada l’ipotesi di un patto di ferro tra la Lega e Cielle, in base al quale il governatore lombardo sarebbe pronto a lanciarsi nella sua discesa a Roma, forte anche del sostegno leghista. Lasciando, in cambio, la presidenza ai lumbard. Quello cui aspirano da sempre.
s.bartolini
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