VARESE – Tecnicamente, Carrozza è l’ultimo giocatore del Varese da vendere. Ma questo la società non può non averlo saputo. Perché non esiste e non esisterà più uno come lui. Tra qualche anno, parleranno i fatti.
La storia non si cancella e dice (dirà) che nessuno a Masnago aveva mai preso palla al fischio d’inizio, andando in gol da metà campo dopo ventidue secondi di partita. Se era in forma, non ce n’era per nessuno. Il rigore della promozione in serie B l’ha segnato Buzzegoli, ma se l’è procurato Alessandro. L’irripetibile vittoria di Marassi (serpentina e assist smarcante a Damonte), come l’ultima di Crotone, dove si è procurato la punizione dell’1-0 e ha segnato il rigore del raddoppio, portano il suo marchio inconfondibile. Altri giocatori ti riempiono la vista o i tabellini di gol, lui ti cambia la vita con un lampo.
Il complimento migliore glielo ha fatto Maran, appena insediato a Masnago, prendendolo ad esempio della filosofia e della scalata biancorossa: «Quando un anno fa la squadra di Sannino sbancò Vicenza, io sedevo sulla panchina dei veneti – disse Rolando – e vi odiavo perché in campo eravate tremendi e facevate incazzare chiunque». Eravamo tutti degli insopportabili Carrozza.
Ma il problema era la testa, e lui si vedeva altrove. Bisognerebbe capire perché: se magari gli mancava qualcosa, se il legame con squadra e società si era consumato o se qui aveva dato troppo, forse tutto. Alessandro voleva la serie A, se l’è presa sacrificando il Varese ma è anche vero il contrario: l’identità e le radici del club biancorosso si fondano sul sacrificio di chi non mette il Varese davanti a tutto, persino a se stesso.
Farà dispiacere vedere Carrozza con la maglia dell’Atalanta, lui in A e l’inseparabile Buzzegoli in C1. Rimanendo uniti, ci sarebbero arrivati insieme, e noi con loro. Bastava ricordarsi che il piacere (il sacrificio) dell’attesa è più grande della conquista.
Il problema è: come sostituirlo? Altro laterale o attaccante che spacca la rete? Gli esterni sono Pettinari, Zecchin e Nadarevic: per completare il quadro, Maran vorrebbe il quarto. Poi c’è il bestione alla Rombo di tuono sognato da Rosati. Tra sei giorni chiude il mercato, ieri sera decisivo vertice: l’impressione è che entro venerdì, se non prima, scoppierà il colpo. Accompagnato da un tuono.
Intanto Ale ce l’ha fatta, è volato sulla fascia con uno dei suoi dribbling ubriacanti arrivando in serie A: ma non l’ha fatto a Masnago e questa è la cosa che fa più male. Perché lui era una parte di noi, quindi del Varese.
Andrea Confalonieri
Filippo Brusa
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