La protesta dei Forconi va avanti Scintille tra manifestanti e cittadini

La protesta dei Forconi va avanti
Scintille tra manifestanti e cittadini

A cinque giorni dall’inizio della protesta dei Forconi alla rotonda del Ponte di Vedano, ieri forti segnali di insofferenza hanno visto schierarsi su due fronti i cittadini della provincia.

Da una parte i manifestanti amareggiati dalla scarsa adesione dei proprio concittadini, dall’altra gli automobilisti infastiditi dalle lunghe code subite durante questa settimana. Insomma è iniziata una sorta di “guerra tra poveri” a suon di insulti.

Continua il presidio allo svincolo del Ponte di Vedano, oggi per i manifestanti è il giorno numero sei e fino a mercoledì non abbandoneranno la rotatoria. Anzi, nell’aria aleggia l’ipotesi di chiedere alla Questura un’ulteriore proroga.

Intanto, anche questo weekend, il penultimo per dedicarsi allo shopping prima del Natale, i Forconi non intendono abbandonare le postazioni, nonostante la stanchezza inizi farsi sentire. Muniti di mascherine anti smog, i manifestanti continuano a consegnare volantini.

Intanto, il traffico continua a esse in tilt: dal centro commerciale di Belforte a Gazzada, da Vedano a Tradate sino a raggiungere viale Borri. Ma gli automobilisti iniziano a perdere la pazienza. Ieri in tarda mattinata, a causa del caos viabilistico, una Audi è finita sotto un camion fermo in mezzo alla rotonda. Nessun ferito. Non sono mancati gli insulti di ogni genere nei confronti dei Forconi varesini e varesotti.

Nella mattinata di ieri, un automobilista ha volutamente “investito” un manifestante: fortunatamente, l’automobile ha urtato l’uomo che stava distribuendo volantini in mezzo alla rotatoria con lo specchietto laterale della macchina.

Giovedì mattina presto, invece, un altro automobilista ha minacciato dalla sua macchina con un coltello tascabile Flavio, il quale non ha risposto alla provocazione.

Sempre nella serata di giovedì, una signora di circa sessant’anni si è presentata al presidio e ha attaccato verbalmente i presenti. «Inoltre, oggi (ieri, ndr) ho ricevuto una chiamata di quasi un’ora da parte di una donna – continua Pala – che mi chiedeva di trovare una formula diversa di protesta perché questo presidio stava penalizzando chi ogni giorno deve andare al lavoro». 

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