BUSTO ARSIZIO Troppo “vecchi” a 42 anni per lavorare al servizio di igiene ambientale Agesp? E’ levata di scudi in città contro il bando di concorso di Agesp Spa che pone un limite d’età a 42 anni per candidarsi ad un’assunzione. Questo in base a statistiche e relazioni mediche.Pollice verso da Donatella Calloni, una delle più giovani tra le lavoratrici dell’ex Ibici ancora in cassa integrazione dopo la chiusura dello stabilimento di via Baden Powell. «Non è giusto – spiega – mettere un limite di età che penalizza chi oggi fa più fatica a rientrare nel mercato del lavoro, tanto più in un’azienda pubblica come Agesp dove si trovano i posti più sicuri e garantiti». S’indigna anche Roberto Blanco: «Molti giovani, pur senza lavoro, non faranno domanda, mentre a qualche padre di famiglia over 42, disposto a tutto,
viene negata la possibilità. E’ crudele in una situazione di crisi occupazionale». Antonello Ferioli, geometra, 42 anni tra appena 4 mesi, non si sente per niente “vecchio” per un lavoro come quello prospettato dal bando Agesp: «La vecchiaia non la si può verificare con i puri e semplici dati anagrafici ma valutando l’usura lavorativa della singola persona. Lo stabiliscono anche le leggi sulla sicurezza del lavoro, che non parlano di età ma appunto di usura». Sulle barricate anche i sindacati, che si uniscono alla protesta lanciata dalla Cgil, con l’Usb e Fausto Sartorato. Difende il provvedimento invece la consigliere regionale leghista Luciana Ruffinell, pur comprendendo la necessità di affrontare il problema delle opportunità di lavoro per gli over 40. «Non è sbagliato mettere un limite d’età per mansioni che richiedono un notevole impegno fisico e ambientale». Andrea Aliverti
m.lualdi
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