Busto, l’ex patron della Pro tace I tifosi:  «Dica le sue verità»

BUSTO ARSIZIO «Ho sbagliato e me lo sono meritato». Con questa frase Giuseppe Zoppo, visibilmente contrariato, ha lasciato il tribunale  subito dopo la sentenza. Sarà stato ironico l’ex patron della Pro Patria? O quelle poche parole sono una sincera ammissione di responsabilità? Difficile capirlo. Giuseppe Zoppo, fin dalla sua prima apparizione ufficiale (Molini Marzoli, 2 luglio 2008) ha sempre dato l’impressione di essere un personaggio piuttosto enigmatico, sfuggente. Ne ha dato prova anche ieri, “l’avvocato”. Presentatosi alle 12.50 davanti all’aula, di bianco vestito, inizialmente Zoppo non si è sottratto alla richiesta di un breve commento sulla crisi della Pro: «Della situazione attuale non posso dire niente perché ne so poco,

se non quello che leggo ogni tanto sui giornali – rispondeva cortese – Non posso quindi dare giudizi su quello che è successo quest’anno o dire se Tesoro abbia avuto o meno delle promesse da qualcuno. Posso però parlare di quello che è successo a me…». Il discorso viene interrotto dalla chiamata in aula. Quello che, dopo circa mezz’ora, esce è un altro Zoppo. «Ho promesso che avrei fatto rivelazioni dopo la sentenza? No, niente da dire».  Alle 13.40 se ne va dal Palagiustizia, solo. Intanto numerose le reazioni dei tifosi e c’è chi – come Lele Magni – si rivolge all’ex patron: «Riveli le sue verità».oggi una pagina sul giornale

m.lualdi

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