A Varese occhio ai cervi Sulle strade sono in aumento

VARESE Attenti al cervo. L’ultimo della serie ci ha rimesso la pelliccia in via Staurenghi, abbattuto dalla polizia provinciale. Stava scorrazzando liberamente e pericolosamente in strada nel bel mezzo di Varese. Ma il caso non è isolato, e adesso il nucleo faunistico lancia l’allarme.La squadra di polizia locale che fa capo a Villa Recalcati ieri ha tracciato il bilancio del 2011, mettendo in guardia proprio sui rischi per la sicurezza dovuti alla fauna selvatica. E’ un problema che i varesini ben conoscono sia a monte che a valle del Campo dei Fiori: gli animali fanno danni mettendo a rischio le coltivazioni, e non è una novità, ma sempre più spesso provocano incidenti stradali mettendo a rischio gli automobilisti. Se il fenomeno era già noto per il dilagare dei cinghiali, quest’anno per la prima volta l’allarme è dovuto ai cervi. Sono troppi, si avvicinano volentieri ai centri urbani, e nell’ultimo anno si sono moltiplicati a dismisura creando problemi di sicurezza in strada. Il

caso dell’ungulato varesino dal triste epilogo di cui sopra, è stato preceduto da altri due con simili caratteristiche, uno vicino al centro di Gallarate e uno investito sull’A8, nella zona di Solbiate Arno. «Alcuni animali hanno avuto crescita esponenziale – afferma Angelo Gorla, comandante della polizia provinciale – i cinghiali ci hanno fatto uscire più volte per ridimensionarne il numero ma i cervi soprattutto si stanno espandendo in modo spropositato. Sono belli da vedere, ma qualche problema lo creano anche loro e hanno provocato incidenti con feriti di notevole entità». Nel corso del 2011 sono fortemente diminuiti gli abbattimenti nel complesso, 3.236 (7.635 in meno del 2010), ma l’88% sono piccioni e cornacchie. Gli incidenti stradali per colpa degli animali selvatici per contro sono molto aumentati: 46 in più dell’anno prima su un totale di 161. Tra l’altro,se capita che l’animale investito si salvi, il più delle volte ne esce talmente male che viene abbattuto per evitargli una morte lenta e dolorosa.

s.bartolini

© riproduzione riservata