VARESE La mancanza di carburante potrebbe davvero mettere in ginocchio l’Italia.
Non è bastato il blocco dei tir che negli ultimi giorni ha creato difficoltà anche Varese, ora è in arrivo anche un lungo sciopero dei benzinai. Per ora le trattative sono ancora aperte, ma Paolo Longo, rappresentante di Faib-Confesercenti, conferma che i dieci giorni di sciopero minacciati dalla sua associazione e da Fegica-Cisl sono in arrivo, anche se non sono ancora state comunicate le date ufficiali. La psicosi da serbatoio vuoto, però, ha già contagiato gli automobilisti di tutta Italia, e le code ai distributori di benzina si allungano anche nella nostra provincia. Tranne che a Varese: «Qui le code le vediamo solo al Gaggiolo» dicono i gestori degli impianti cittadini, troppo vicini al confine.
Il blocco dei tir si sta lentamente risolvendo, e il resto della Penisola tira un sospiro di sollievo. «A Varese, in realtà, il blocco non si è praticamente sentito – racconta Longo – Soprattutto per chi, come me, si rifornisce dalle raffinerie vicine. I miei colleghi che hanno i fornitori disseminati tra Bergamo e Brescia hanno avuto qualche problema. Ora, però, i conti li dobbiamo fare con lo sciopero della nostra categoria».
I problemi per i benzinai sono legati all’impennata che i costi del carburante hanno avuto negli ultimi mesi, sommati alle accise imposte dalle ultime manovre finanziarie. Per questo, racconta Longo, «il prossimo 7 febbraio i rappresentanti delle due associazioni si ritroveranno per definire i termini dello sciopero, ma stanno già comunicando al garante le date
in cui intendono fermare le pompe». Sono dieci i giorni di chiusura minacciati da due su tre delle associazioni di categoria, anche in provincia di Varese: «Per noi, che già soffriamo della concorrenza quasi imbattibile della Svizzera, potrebbe essere una vera catastrofe – continua Longo – ma non possiamo restare indifferenti a quello che sta succedendo».
Perché i continui aumenti del carburante, sommati agli aumenti delle accise definiti dalle ultime manovre economiche del governo Berlusconi, stanno mettendo in ginocchio la categoria, soprattutto nelle terre di confine. «Nel gennaio 2012, tra benzina e diesel, abbiamo guadagnato il 16% in meno rispetto a un anno fa. Se guardiamo solo la verde, la perdita sale al 30% – spiega Longo – Se non cambia nulla, tra sei mesi un terzo di noi sarà costretto a chiudere».
I distributori varesini chiedono di ampliare un provvedimento che già c’è: «Dovrebbe aumentare lo sconto legato alla carta regionale dei servizi per chi risiede a pochi chilometri dal confine. E allargare questa misura anche al diesel». Anche perché, come spiega Massimo Sassi, gestore di uno dei distributori del centro città, «con la carta sconto di fascia A non si risparmia poi molto andando a fare il pieno in Svizzera». Ma i varesini si fanno prendere dalla psicosi: da quando è stato annunciato lo sciopero, denuncia Sassi, i distributori di Varese hanno avuto un ulteriore calo del 15% del volume di affari.
«La gente che si ferma è poca, e tutti chiedono non più di cinque o dieci euro». Una vera catastrofe per la categoria, dicono in tutta la città: la Svizzera, per loro, è davvero troppo vicina.
Chiara Frangi
s.bartolini
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