«Uno stile creativo e sobrio nello stesso tempo»: ecco il segreto che può consentire alla moda di affrontare la crisi economica. A svelarlo è Marco Tunisi, 18 anni, lo studente dell’istituto «Olga Fiorini» capace di sfidare un mercato in difficoltà come quello dell’abbigliamento, superando persino gli allievi di prestigiose accademie del settore nel concorso nazionale dedicato al fashion ecosostenibile. Soltanto per un punto, infatti, si è piazzato al secondo posto,
dietro agli universitari dell’Istituto europeo di design (Ied), nella competizione indetta dalla Fabbrica seriana energia (Fase), il progetto nato nel Bergamasco per incentivare l’innovazione tecnologica delle imprese all’insegna del rispetto per l’ambiente. Oltre a dimostrare la propria creatività confezionando capi con materiali di recupero come la carta, Tunisi ha lasciato davvero a bocca aperta stilisti e giornalisti con la sua collezione di 4 completi, creati con tessuti innovativi ed ecocompatibili.
E’ stato così premiato l’originale contributo al rilancio della moda da parte del giovane: rilancio che, a suo giudizio, passa dal «riuscire a rispondere alle tendenze emergenti, indirizzate verso l’utilizzo di supporti tecnologici ed ecologici, ma anche verso una linea e uno stile essenziali, che si rifanno spesso alle proposte di design d’interno». Si tratta, in altre parole, di progettare «capi versatili e poco ricchi di orpelli, con cuciture a laser e tagli vivi: insomma, tutto ciò che favorisce la riscoperta di una maggior sobrietà ed equilibrio».
E’ questa un’esigenza, spiega Marco, «dettata anche dalla crisi che stiamo vivendo: la moda è a stretto contatto con queste trasformazioni». Tant’è vero che le aziende promotrici del concorso hanno fornito ai partecipanti “materiali molto essenziali” sui quali lavorare.
Quello che arriva da Tunisi è perciò anche un invito ai coetanei a saper trafficare i propri talenti, cogliendo le nuove richieste del mercato che sta cercando di uscire dalla crisi: richieste che possono rappresentare «uno stimolo per la creatività dei giovani».
A questo scopo, la giovane promessa della moda italiana ha trovato un’occasione importante nel «progetto di alternanza tra scuola e lavoro, che il nostro istituto propone a tutti gli studenti dal terzo anno in avanti: l’attività che svolgiamo nelle aziende del territorio è un’occasione per mettere alla prova le competenze acquisite e svilupparne altre, applicandole alle necessità della produzione». Un’opportunità sfruttata al massimo, dunque, dall’alunno che a giugno affronterà l’esame di maturità, per ottenere il diploma di tecnico dell’abbigliamento e della moda, nella storica scuola della città che fu la “Manchester d’Italia”.
Anche grazie a questa esperienza sul campo il futuro stilista è riuscito a vincere lo scorso anno la gara nazionale per gli operatori del fashion, promossa dal ministero dell’Istruzione e riservata ai migliori studenti che, in ciascuna scuola, hanno ottenuto la qualifica triennale con il punteggio più alto. Un concorso, anche questo, che è seguitissimo dalla aziende e dalle associazioni di categoria e che, osserva Marco, «mi ha permesso di confrontarmi con i ragazzi provenienti da tutta l’Italia: anche questo è utile per affinare le proprie abilità e allargare a 360 gradi la propria visione su quelle che sono le tendenze della moda».
Luca Girardi
e.besoli
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